Gli appunti di G.A. Christmas memories 2: “ Una vigilia di Natale un po’ speciale“

Gli appunti di G.A. Christmas memories 2:

“ Una vigilia di Natale un po’ speciale“ 47687102_2874156389276763_1797759600846438400_n

I giorni passarono in fretta, ed ormai a Villa Knox era tutto pronto per Natale. Emma aveva sfornato una quantità di biscotti di tutti i tipi e Kitty l‘aveva aiutata a decorarli.
In quei giorni mille pensieri mi frullavano per la testa. Ormai a la casa delle ragazze madri non veniva quasi più nessuno perché si facevano assistere tutte a casa o in ospedale, e le famiglie erano più comprensive se le proprie figlie rimanevano incinta prima del matrimonio. Così davanti al presepe, come tanti anni prima, decisi che piano piano la casa delle ragazze madri sarebbe diventata una casa di riposo per gli anziani. Guardai il quadro di lady Mary in salone sopra il camino e capii che era la cosa giusta da fare. Quell’ anno alla cena della Vigilia non ci sarebbe stata tutta la solita gente come capitava negli anni passati, ma solamente noi della famiglia con Gilbert, la famiglia di Gilbert e David con la sua famiglia.
Nel pomeriggio Gilbert mi prelevò da casa e mi portò con la macchina in campagna. “Dove mi porti Gilbert“ dissi io “Aspetta e vedrai, è una sorpresa!“

Guidammo per molto tempo e ci ritrovammo davanti ad un cottage nello Yorkshire. Lessi la scritta sul cancellino “Rosewood cottage“.
Appena entrai in casa era tutto buio, ma appena accesi la luce “SORPRESA!“ gridarono tutti dal fondo del salone addobbato a festa. C‘erano proprio tutti: Lislie e Charlotte con i loro mariti, David .. tata Katy e le altre tate e tutti i genitori dei miei amici. C‘era Kitty … e anche i cani ..
“Ecco il mio regalo di Natale” disse Gilbert “Questo cottage adesso è nostro e potremo utilizzarlo per scappare ogni volta che vorremo“ abbracciai Gilbert con le lacrime a gli occhi .. ed abbracciai i miei amici uno ad uno. e dopo ci mettemmo tutto insieme intorno al pianoforte a cantare “ the holly and the yvi “ .
Charlotte ormai aveva il pancione ed a gennaio avrebbe partorito. Cenammo tutti insieme tra Canti di Natale e chiacchiere, ed a fine serata le nostre tazze di cioccolata calda si ritrovarono davanti ad un camino acceso scoppiettante.
“Gilbert è stato il più bel regalo della mia vita gli dissi accarezzandolo, pensavo che questo Natale fosse una tragedia invece è stato meraviglioso! “Ne sono felice era quello che volevo, desideravo tanto vedere quei volti amici affinché riportassero nel tuo cuore lo spirito del Natale un po’ perduto” “Gilbert ma per i biscotti di Natale come faremo??“ chiesi io un po’ allarmato “Ci penserá un‘amica di Emma a portarli a loro. Staremo qui al Rosewood cottage tutti insieme fino a capodanno, poi partiremo per Parigi per una settimana”.

Infatti così fu. Passammo delle indimenticabili feste di Natale al cottage sotto la neve e poi dopo via a Parigi.
Parigi era meravigliosa nel periodo delle feste e anche quella vacanza fu indimenticabile. Quel Natale passó ed anche quell’anno ci donó nuove foto da mettere nell’ album dei ricordi.

A gennaio mentre eravamo a Parigi Charlotte in Cornovaglia partorì una bambina bellissima. A primavera la casa delle ragazze madri fu inaugurata come casa di riposo. Quell’anno avevamo avuto una perdita grossa ma ci rendemmo conto che quando Dio chiude una porta poi apre sempre un portone.

Questa storia termina qui. Mi prenderò una pausa per un po’ di tempo .ci vediamo ad anno nuovo con nuovi racconti. ❤️

Buone feste❤️❤️
https://youtu.be/EOVTesP_t9g

PhClelia Canè& Lilli Violette Cross Stitch Charts

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Gli Appunti di G.A. Christmas memories 2 “Sognando un cottage“

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Una mattina di dicembre inoltrato Gilbert prese la macchina e decise di andare verso lo Yorkshire. Charlotte gli aveva scritto che la casa vicina alla loro, il ‘rose wood cottage’ era in vendita. Si trattava di un cottage in pietra ma le pareti interne, il mobilio e le scale interne erano tutte fatte da legno di rosa. Sarebbe andato a visitarlo, Ovviamente io di questo non sapevo niente anche perché doveva essere il suo regalo di Natale. Gilbert aveva messo da parte soldi per 10 anni per poter acquistare un cottage nello Yorkshire. Sapeva quanto lo desiderassi, ed essendo un Natale un po’ speciale aveva pensato che poteva essere una buona idea.
Gilbert arrivò al cottage. Era immerso ormai in una candida neve scintillante e appena entrò capì che quello sarebbe stato il posto ideale per dimenticare i problemi e scappare dalla frenesia della vita.
Quel giorno io finalmente ultimai i lavori di addobbo natalizio a Villa Knox. Non so cosa ci fosse nell’aria , ma il mio cuore mi diceva che sarebbe successo qualcosa di straordinario. Alle 5 del pomeriggio preparai il tè e la merenda per Kitty. Poi uscii per andare a fare il mio solito giro di visite, questa volta decisi di prendere la 500 rossa, era troppo freddo fuori per andare in biciletta. ”Chissà dove sarà finito Gilbert“ pensai tra me e me “tra poco ricomincia a nevicare“.
Tornai abbastanza presto a casa. Gilbert rientrò dopo le 21 a casa infreddolito, meno male che Emma aveva preparato una cioccolata calda con la panna e tata Kety aveva acceso il caminetto.
“Gilbert dove sei stato tutto il giorno?“ dissi curioso.
“Sono stato a fare delle visite fuori Londra, in campagna. Vedo che hai finito di fare gli addobbi… “. Gilbert sorrise, ed io sorrisi con lui.
Mentre eravamo sotto le coperte al caldo Gilbert mi disse “Che ne diresti di andare a trovare Lislie tra capodanno e l’Epifania? Prendiamoci qualche giorno di ferie, sono anni non andiamo da nessuna parte!“. Io risposi “La trovo una splendida idea!“
La mattina dopo mandai subito una lettera a Lislie

“Cara Lislie,
ieri sera con Gilbert abbiamo deciso di venirti a trovare a Parigi tra capodanno e befana, Charlotte e suo marito verranno qui subito dopo Natale e staranno da noi fino al 2 mattina .. credo che il 2 pomeriggio potremo prendere un volo per Parigi e staremo là fino al 7 di gennaio, non vedo l’ora di riabbracciarti!
sempre tuo
G.A . “

Chiusi la lettera e la imbucai … l’aria di Natale adesso la sentivo, la sentivo ovunque…

A presto con un nuovo episodio

Ph Clelia Canè

Gli appunti di G.A. “Christmas memories: “Un Natale complicato“

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Dicembre 1975
Ricapitoliamo… mi chiamo G.A. e vivo con la mia famiglia, il mio fidanzato e David, un mio amico, in un villino in pieno centro di Londra. La mia casa si chiama Villa Knox.
Erano passati 10 anni dal Natale di cui vi avevo raccontato, il 1975 era arrivato e ad inizio anno mia nonna Lady Mary, la colonna portante della nostra famiglia ma ormai troppo vecchia e stanca, se ne era volata in cielo in una mattina di gennaio.
Per me il 1975 fu un anno difficile perchè, anche se avevo tutta la mia famiglia intorno, per me la morte di Lady Mary era stata un duro colpo. Era ormai dicembre e come ogni anno dovevo tirare fuori dagli scatoloni gli addobbi per la casa, ma quell’ anno era come se avessi perso lo spirito del Natale. Facevo l’albero per far piacere a Kitty (per chi non se lo ricordasse Kitty era quella bambina trovata in una cesta in un quartiere di Londra, che avevamo adottato noi a Villa Knox, Kitty per me e per Gilbert era come una figlia anche se per tutta la società era la mia sorellina adottiva ).
Kitty ormai aveva quasi 15 anni era poco più di una ragazzina, ma per lei il Natale era il periodo più importante dell’anno. “Quest ‘ anno non sembra neppure Natale“ dissi io sbattendo un festone dentro uno scatolone mentre parlavo con Gilbert. Ad ogni scatolone che tiravo fuori erano lacrime che scendevano. Ogni palla ogni addobbo era un ricordo , ogni palla era un fantasma di qualche Natale passato. “Tesoro perché non ti fai aiutare da tata Kety per L albero?” Disse Gilbert porgendomi un fazzoletto. “No devo sforzarmi di farlo io, lo devo fare per Kitty mia nonna vorrebbe così, tata Katy ha già fatto abbastanza ad addobbare tutto il resto della casa e fare il presepe, ma l’ albero lo devo fare io”.
Ad un certo punto squilló il telefono… Gilbert doveva uscire per visitare un paziente.
Io rimasi a casa a tirar fuori addobbi per l’albero di Natale canticchiando tra me e me la canzone dei dodici giorni di Natale … ma ben presto sarebbe arrivata anche una chiamata per me al telefono, era Diana una signora del East end che aveva avuto un mancamento . Diana era una donna sulla quartina, aveva avuto 4 figli e viveva in condizioni molto povere. Quando seppe che il mancamento era dovuto all‘ennesima gravidanza si sentì come morire, avrebbe forse preferito morire piuttosto che avere in casa un’ altra bocca da sfamare.
Tornai a casa stanco e sconsolato per Diana… e pure per il mio albero, e continuai a tirare fuori gli addobbi di Natale .. “Fortuna che Emma ha fatto i tortini con il cioccolato fuso dentro, per lo meno mi tireranno un po’ sù” dissi tra me e me. Poi pensai a come aiutare Diana e suo marito e mi venne in mente che al vecchio negozio di Dolly la sua socia aveva bisogno di una commessa nuova perché la vecchia commessa se ne era andata all’improvviso. Così presi la mia bicicletta e andai da la socia di Dolly per parlarle di Diana e della sua grave situazione economica. Annabella accettò di buon grado di fare un colloquio a Diana per aiutarla.
Mentre andavo con il mio triciclo ormai arrugginito e sgangherato mi venne anche in mente che alla casa per malati psichiatrici mancava un giardiniere. La famiglia di Diana si sarebbe potuta trasferire nella casetta vicino alla casa per malati psichiatrici e avrebbero potuto iniziare una nuova vita in maniera dignitosa. Diana accettò e suo marito fu felice. Gilbert più tardi sarebbe passato a prenderli con le proprie cose e gli avrebbe portati nella loro nuova casa.
Tornai a casa, e sulle scale trovai un pacco, era un pacco di Lislie. Dentro ci trovai una palla di vetro con dentro Parigi sotto la neve con la Tour Eiffel illuminata ed un carillon con la canzone “the frist noel “ … c’era anche un biglietto ma lo avrei letto più tardi.
Andai in cucina a prendere un tè, Emma aveva fatto gli scones al cioccolato. Guardai fuori e c’era aria di neve “ Emma a che punto siamo con i biscotti per i poveri ?“ Emma borbotto “Credo di essere a buon punto domani mi faccio aiutare da tata Katy per metterci la glassa sopra“.
Mi incantai a guardare il giardino e le strade, c’erano dei bambini e i loro genitori pieni di pacchetti di Natale “Oh Emma cara, ormai è quasi Natale, e Charlotte e Lislie sono lontane, lady Mary non c ‘è più come faremo senza di loro?“. Emma si strofinò le mani sporche di farina nel grembiule e prese il mio viso tra le mani “Tesoro mio in qualche modo faremo, anche se la tua lady Mary non c’è più, nel tuo cuore ci sarà sempre. Per quanto riguarda Lislie e Charlotte, non mi stupirei di vederle apparire sulla porta… nessuno sa resistere al mio pudding di Natale e sono convinta che quelle due sarebbero disposte a camminare anche fino al monte Everest pur di mangiarselo. Ora va, vai ad addobbare l’albero che tra poco è Natale e dobbiamo essere tutti felici e allegri. E non essere così giù di morale che al tuo Gilbert sennò si spezza il cuore!“
Me ne andai dalla cucina con un sorriso .. quella sera dopo tanto tempo riuscii ad ultimare l’albero. Salii in camera, trovai Gilbert che già leggeva un libro (già da diversi anni io e gilbert dormivamo insieme, fu una delle scelte di lady Mary, anche se ancora per quell’ epoca il nostro era un amore proibito). Lessi il biglietto di Lislie che diceva

“ Caro G.A.
Ti invio il mio regalo di Natale. Ho pensato che questa palla di neve potesse farti sentire vicino a me .. quando senti nostalgia di me accendi il suo carillon e guarda Parigi sotto la neve, anche tu mi manchi, e spero durante le feste di riuscire a fare una scappata a Londra. Tua per sempre LIslie “

Gilbert si era addormentato sorridendo “Chissà cosa sognerà“ mi domandai io …

in effetti Gilbert stava organizzando una sorpresa di Natale ma di questo ve ne parlerò più avanti. A presto con un nuovo episodio

Ph Clelia Canè

Gli appunti di G.A . Christmas memories 2

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“Lettera a Lislie”

Dicembre 1975
Erano passati 10 anni, Lady Mary era morta la primavera di quell‘anno ed io… io avevo il morale a terra.
Avevo scritto una lettera da spedire a Lislie a Parigi. Fuori nevicava e mentre camminavo sulla neve scricchiolante sotto i miei piedi la stavo rileggendo per vedere se era tutto corretto:

“Cara Lislie,
E’ passato quasi un anno da quando Lady Mary ci ha lasciati e devo ammettere che quest’ anno non sembra essere neanche Natale, ma devo impegnarmi a portare lo spirito del Natale dentro i cuori della mia famiglia ed in quelli dei miei pazienti. Abbiamo tirato fuori dagli scatoloni le decorazioni natalizie e presto addobberemo tutto, sia a la casa delle ragazze madri, sia alla casa di cure per malati psichiatrici, che in casa mia .. per fortuna che c’è tata Katy ad aiutarci,
Kitty sta crescendo velocemente.. abbiamo dovuto allungarle i vestiti di un centimetro… devo dire che mi manca passare il Natale tutti insieme come una volta ma nel nostro cuore sarà un po’ come essere tutti insieme.
Ho avuto due belle notizie questo Natale … Quella del tuo matrimonio e l’annuncio che Charlotte finalmente attende un bambin. David continua a stare qui da noi fortunatamente. E’ stato molto di aiuto in questi mesi sia fisicamente che psicologicamente.
Il lavoro procede bene. Quest’anno stiamo preparando biscotti per tutto l’East End da regalare a Natale. Le nuove infermiere si stanno ambientando piano piano e Gilbert è bravissimo ad insegnare. Sono molto depresso cara Lislie la botta della morte di Lady Mary non ci voleva proprio, so che lei però vivrà per sempre dentro il mio cuore soprattutto nel ricordo del Natale.
Charlotte verrà a trovarci per capodanno, potresti organizzarti con lei e venire insieme. Cara Lislie mi manchi tanto, mi mancano le nostre chiacchierate in soffitta, mi mancano le nostre passeggiate… ma so che dove sei ora stai bene e questo mi riscalda il cuore.
Beh ti saluto con un forte abbraccio ed un augurio di un felice Natale.
Per sempre tuo
G.A. “

Chiusi la lettera con un agrifoglio disegnato in una busta, e la spedii. Mi diressi a casa per iniziare a tirare fuori la roba dagli scatoloni di Natale.
Arriva to a casa chiesi ad Emma di preparare un tè e mi misi a tirare fuori gli addobbi sorseggiandolo con dei biscotti a forma di pan di zenzero. Mi capitò fra le mani un angelo fatto di carta, una di quelle sagome di carta in stile vittoriano con dei brillantini che sembravano zucchero. Era l’angelo di Lady Mary! Forse era un segno… lo accarezzai con tanta malinconia e lo appoggiai al suo solito posto, sopra la stufa di ghisa nell’ingresso principale di villa Knox.
Continuai a tirar fuori addobbi per tutta la sera, canticchiando “Twelve days of Christmas“. Ben presto sarebbe tornato Gilbert dal suo giro di visite. Tra la roba saltò fuori anche l‘angelo di Dolly. Dolly… vecchia furbacchiona, che si era trasferita con il suo vedovo a New York ormai da anni, ogni tanto mi scriveva qualche lettera. Sapevo che aveva aperto un negozietto di biancheria intima là e che gli affari le andavano abbastanza bene.
Gilbert arrivò finalmente a casa e ci mettemmo a cenare. Gli addobbi restarono sparsi per la casa un pò a la rinfusa , avrei continuato nei giorni successivi .

A presto con un nuovo episodio da villa Knox

 

PH : clelia canè

Gli Appunti di G.A.

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Gli appunti di G.A Christmas memories “epilogo “1965

Giugno arrivò a Villa Knox in quei mesi precedenti c’erano stati un sacco di cambiamenti …. a dicembre avevo passato dei giorni lieti nello Yorkshire con Lislie e Charlotte; oltre a raccogliere fondi mi ero anche potuto rilassare con le mie amiche … così lo stesso valeva per i giorni passati a casa di David a like District in Cumbria, e da Gilbert in Irlanda … quelle furono una delle ultime (quasi ) vacanze di Natale che avremmo passato insieme per molto tempo … poiché Charlotte a fine mese di giugno si sarebbe sposata con il duca di Chambrey e poichè il duca durante maggior parte dell’anno stava nel suo castello in un villaggio della Cornovaglia, dopo il matrimonio si sarebbero trasferiti lá è lei avrebbe continuato a lavorare come infermiera proseguendo là i suoi studi.
Lislie ricevette una lettera dalla Sorbona di Parigi: avevano accettato la sua domanda per continuare i suoi studi là. Così dopo il matrimonio la villa si sarebbe svuotata tra pianti e lacrime e saremmo rimasti da soli io, David, Gilbert e la piccola kitty . Ma non c’era tempo per i pensieri e le riflessioni; al momento c’ era da organizzare un matrimonio. Mancava una settimana e dovevamo addobbare casa a festa con fiori d’arancio e rose bianche inglesi. La mamma di Charlotte aveva comprato un abito da sposa ispirato ai vestiti di Grace Kelly, avevamo intrecciato una corona di rose e ci avevamo cucito il velo ricamato dalle suore del convento e dalle ragazze madri. Io avevo cucito e ricamato in mille notti insonni le bomboniere. La mattina delle nozze arrivò in un battibaleno e la macchina passò per prendere Charlotte per portarla in chiesa. Era una di quelle mattine di fine giugno con il cielo azzurro e tanto profumo di fiori d’arancio… c’era aria di gioia fuori ma dentro il mio cuore c’ era anche tanta tristezza per la partenza delle ragazze.
La grande festa a casa del duca fu un successo e Charlotte era raggiante. Dopo la cena tornammo tutti a casa. Lislie la mattina dopo sarebbe partita con il suo fidanzato per Parigi ….” promettimi che finiti gli studi a Parigi tornerai a Villa Knox “ gli dissi io…Lislie mi abbracció … e mi promise che sarebbe tornata ma non sapeva quando. La mattina dopo all’ alba un taxi nero passò a prendere Lislie ed il suo fidanzato per portarli verso l’aereoporto. Lislie salì in auto aprì il finestrino e gridò :“ non vi scorderò mai !”.
La notte della partenza di Lislie stetti ore ed ore a piangere sulle spalle di Gilbert e David … e tornando in camera continuai ancora a singhiozzare mia nonna sentendomi piangere entrò e disse “ cicchino cosa hai da piangere ? “ io risposi “ oh nonnina in questa casa ci sarà un vuoto tremendo senza Lislie e Charlotte “. Mia nonna mi sorrise e mi mise una mano su la guancia “ tesoro la vita purtroppo è così è giusto che ognuno intraprenda il suo viaggio, tu hai intrapreso il tuo e loro il suo , ma stai tranquillo torneranno a trovarci prima o poi e sarà una festa, e poi ci sono sempre David e Gilbert, e non credo che Gilbert ce lo toglieremo facilmente dai piedi, cosa credi? che non l’abbia capito tra voi due c’è un sentimento molto forte che è qualcosa di più che una semplice amicizia? “ disse sorridendo lady Mary. La abbracciai e continuai a piangere dalla commozione “su su adesso basta lacrime , tesoro mio quando due persone si amano non ha importanza di che sesso siano, basta che ci sia l‘ amore. E per quanto riguarda Charlotte e Lislie… torneranno stai tranquillo “
Il giorno dopo anche Charlotte partì per la Cornovaglia …. quell’ estate fu triste senza le risate di Charlotte e di Lislie … ma comunque le sentivo per telefono o per postcard. Avevo Gilbert a farmi compagnia ed andai in vacanza a casa di David a like District, qualche passeggiata nei boschi e nel verde mi fecero bene per togliermi un pò di malinconia….
I mesi passarono e ci ritrovammo a Natale … un Natale di quelli tipici di Villa knox con albero, lucine e tanto altro, era il natale del 1965 …. la mattina della vigilia di natale aprii la porta e… era Lislie con il fidanzato e Charlotte con suo marito insieme alle loro famiglie… ” non si può stare lontani da villa Knox per Natale, questo posto è sempre magico per le feste” disse Lislie con sguardo sognante guardando i nuovi addobbi sul bianco e sul rosa …. chiamai Emma e le dissi di aggiungere dei posti a tavola per i commensali.
Anche quel Natale fu perfetto. Ma come in ogni natale in qualche famiglia nasce sempre un bambino… il telefono squillò era una signora dell‘ East End, le si erano rotte le acque… prendemmo la macchina del duca con l’autista ed io Gilbert e le ragazze andammo ad assistere al parto. Nacque un bellissimo bambino che chiamò Noah …dopo il parto tornammo a casa felici giusto in tempo per il cenone della vigilia. La piccola kitty ed io ci dilettammo con una canzoncina di natale al piano io suonavo e lei cantava … la serata trascorse felice…
….
In quei mesi ed in tutti questi anni che sono passati da dopo quei giorni, sono arrivato ad una conclusione: valori come amore e amicizia non si cancellano mai e l’amicizia e l’amore non conosco ostacoli, non conoscono muri ..in questi anni con le nostre piccole e grandi disavventure siamo cresciuti, da ragazzini siamo diventati uomini e donne e successivamente siamo diventati vecchi, ma non ci siamo mai scordati quei giorni, le nostre confidenze nella soffitta delle confessioni. Ho una scatola piena di foto ed un album che porto sempre con me in tutti i miei viaggi …quando siamo tristi con Gilbert (ora mio marito) ci raccontiamo a vicenda di quei giorni .. ricordandosi ogni singolo attimo come un dolce ricordo. Anche se amo alla follia Gilbert non mi sono mai scordato di Johnny e di tutto quello che ha fatto per me … abbiamo creato una onlus in nome di Johnny per aiutare le persone che hanno bisogno di cure ..
Adesso ho 80 e non vivo più a Villa Knox, dopo la pensione abbiamo deciso di andarci solo nei momenti delle feste … adesso vivo nello Yorkshire in un cottage.di campagna … in una casa piena di cornici con dentro foto dei miei amici e tutte le persone importanti che mi hanno reso la vita più speciale… Charlotte vive ancora in Cornovaglia dove ha creato un centro di recupero per malati di Hiv … Lislie vive a Parigi dove con suo marito hanno creato una clinica privata per gli anziani … il centro per ragazze madri si è trasformato in una casa di riposo gestita dalle suore del convento, il centro di accoglienza per le malattie psichiatriche esiste ancora ed aiutiamo tante persone a ristabilirsi …
A villa Knox vivono ancora mia sorella e suo marito …a volte organizziamo cene di beneficenza per le dame di carità… la “piccola Kitty” ormai ha 50 anni ed è diventata una psichiatra ed aiuta le infermiere alla casa della Gioia … ringrazio tutte le persone che hanno reso speciale la mia vita e soprattutto ringrazio Lady Mary .

G.A. di villa knox

… fine

https://youtu.be/8AoxAjoTNIU

PH: Clelia Canè

Gli Appunti di G.A.

Gli appunti di G.A. Christmas Memories “la casa della gioia “

Era iniziato a lavoro il periodo nero … quello delle febbri e delle influenze … metà dei bambini erano malati ed io e Gilbert dovevamo fare il giro di tutto l’ East End per vistare tutto il quartiere povero … c’erano molti casi di raffreddori e bronchiti …. e poi c’erano tutte le donne in attesa del parto….
Quella fredda mattinata di novembre andai a fare le mie visite, Gilbert mi avrebbe raggiunto più tardi . fortunatamente a fare il giro di visite con me c’era Chantal che aveva seguito le mie orme ed era diventata un infermiera / levatrice anche lei .Dopo il giro di visite di routine andammo a casa di Lillybeth, che era al nono mese di gravidanza , arrivammo davanti alla porta della donna e la trovammo aperta per terra c’erano le buste della spesa rovesciate ;Lillybeth era accasciata per terra e aveva le doglie ,la tirammo su e la portammo sul letto ,dissi a Chantal di chiamare subito Gilbert. Aspettammo un po’ ma non arrivava e dovemmo fare senza di lui perché la donna stava troppo male, Chantal teneva la mano a Lillybeth mentre io cercavo di far girare il bambino e di farlo uscire , alla fine uscì ma era cianotico … avevo paura che fosse morto e dovetti fare la respirazione bocca a bocca per alcuni secondi e alla fine prese colore e iniziò a piangere, portai il bambino al cuore e dissi “ grazie a dio è vivo “ … e lo misi tra le braccia di lillybeth e scoppiammo tutti in lacrime di gioie .
C’era stata molta tensione, Gilbert arrivó di corsa dopo pochi minuti ma ormai avevamo già risolto tutto.tornammo tutti a casa e per la strada raccontai tutto a Gilbert, lui mi spiegó che il motivo del suo ritardo era stato un ingorgo per la strada ed aveva dovuto prendere la bicicletta , ma io dissi di non preoccuparsi .un altra creatura era venuta al mondo e potevo godermi quei raggi di sole del tramonto novembrino … pensai a quanto era bella la vita … pensai a cosa avrei fatto senza l’ aiuto di Chantal …. pensai a quanto amavo Gilbert ed a quanto ero fortunato .
Nel frattempo la sera avevamo a villa Knox una cena di beneficenza per raccogliere fondi .. volevo aprire anche una casa di cure psichiatriche per tutte quelle persone che non avevano famiglia ed aveva bisogno di aiuto e per far questo servivano fondi sufficienti .
Quella sera avevamo a cena le dame di carità amiche di lady Mary , lady Elizabeth ( le mie nonne )e lady Annabelle e lady Laura ( le mie zie ) … avevamo fatto apparecchiare da tata Katy e fatto preparare dalle nostre fioraie i centritavola … avevamo organizzato una piccola asta di beneficenza con oggetti regalati da antiquari della zona o famiglie che si volevano disfare di alcune cose .. i soldi devoluti sarebbero andati a beneficio del progetto della casa per malati psichiatrici … la serata andó bene e tra l’asta e le donazioni raccogliemmo una bella somma che sarebbe bastata a coprire le spese per la ristrutturazione dell’edificio …la casa per i malati psichiatrici sarebbe stata fatta in una palazzina ereditata da una vecchia zia dello Yorkshire (zia Glady o Gladiola morta a più di 100 anni suonati ) … la zia l ‘ aveva asciata a noi per far sì che ci creassimo una struttura benefica … intendetemi bene quella casa non sarebbe stata un manicomio bensì una vera e propria struttura dove ci sarebbero stati psicoterapeuti e un centro di riabilitazione per persone che avevano esaurimenti nervosi … una vera e propria casa per persone sole e non che avevano bisogno di aiuto, ….ma c’era tanto da lavorare… dovevamo trovare infermieri nuovi e letti e anche fiori per il giardino della villa ,SI! il giardino sarebbe stata una delle terapie per persone depresse che avevano bisogno di fare qualcosa e di occupare il tempo.

Per le vacanze di Natale sarei andato nello Yorkshire da Lislie e Charlotte, poi successivamente a Lake District con David e alla fine a Pasqua in Irlanda con Gilbert… incontravo dame di carità raccoglievo fondi ed organizzavo tea time e cene per radunare più signore possibili per racimolare soldi ….. all’ inizio dell mese di maggio avevamo accumulato la somma per aprire la nostra casa famiglia per malati psichiatrici . A fine maggio dopo settimane di lavori la inaugurammo e la chiamammo” The house of Joy” …la casa della gioia, quella sera dopo L inaugurazione chiudendo il cancelletto della palazzina mi voltai soddisfatto verso il giardino , e guardai il suo padiglione con il giardino e dissi a Gilbert “ questo giardino solo a guardarlo ti mette tanta pace , la zia lo ha tenuto bene in tutti questi anni, lo potremmo chiamare , il giardino della preghiera , mi immagino giá sotto quel padiglione le messe del sabato sera fatte dal nostro pastore in estate “.Gilbert sorrise e salendo in macchina mi bació . ….a presto con un nuovo racconto

https://youtu.be/O5NhX0DuhDI

PH Clelia Canè

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Gli Appunti Di G.A.

Gli appunti di G. A. Christmas memories “ Un nuovo amore per Charlotte“

Passarono i mesi e ci ritrovammo in un battibaleno in autunno. Era una fresca serata dei primi di ottobre, avevamo tirato tutti fuori i nostri abiti più pesanti… se c è un periodo dell’ anno che adoro sono le prime giornate di autunno quando le foglie diventano rossastre e l‘aria si fa più frizzantina. In quel periodo era uscito al cinema “My Fair Lady“ e noi ragazzi decidemmo di andare al cinema a passare il sabato pomeriggio per rilassarci. Arrivati al cinema comprammo i biglietti ed i pop corn e ci mettemmo a guardare il film … io rimasi estasiato dalle canzoni e dalla scenografia ed uscimmo dalla sala tutti sognanti ed un po’ tra le nuvole .
Usciti dal cinema Charlotte urtò contro un damerino tutto impettito rovesciandoli la coca cola su la camicia. Rimasto incantato dalla bellezza di charlotte peró quest’ ultimo non potè far a meno di tacere e rimanere a bocca aperta come un baccalà ,scusandosi di essere stato così maldestro ( anche se la colpa era di charlotte che lo aveva urtato ) . Non facendo tanto caso all’ accaduto , andammo a cena fuori in una rosticceria. Avevamo voglia di mangiare quelle tipiche schifezze che si mangiano il sabato sera dopo una bella serata al cinema tra amici .stavo addentando il mio cheeseburger . quando ad un certo punto ebbi una folgorazione e capii che il damerino impettito era il Duca di Chambray figlio di alte cariche londinesi ed un Amico del principe Filippo ( sapevo che andavano a caccia insieme, da mia nonna Lady Mary ), sgranai gli occhi dalle orbite e dissi “ oh oh .. credo di aver capito chi era quel gentiluomo del teatro “ e spiegai al resto dell’ allegra combriccola la mia scoperta .Charlotte si mise quasi a piangere dalla disperazione e non sapeva come fare a rimediare .” io però forse so come rimediare ,ascoltatemi tutti “ e spiegai il mio piano Che era il seguente :
L’indomani charlotte sarebbe andata dal Duca a fare le dovute scuse e proporgli di prendere il suo vestito da sera e portarlo alla tintoria più vicina.(in realtà il mio piano comprendeva altro ma vedrete più in qua) Charlotte fece come gli avevo proposto ,il Duca accettò ma insistette affinché lei rimanesse sia ospite a pranzo .
Durante il pranzo fecero una lunga e piacevole chiacchierata ,ed il Duca la invitò al ballo che si teneva ogni anno all’ ambasciata britannica che si teneva sempre a fine novembre ,noi della famiglia eravamo sempre invitati ,Lady Mary che era una delle organizzatrici . Charlotte tornò a casa dal pranzo come su una nuvola … si sentiva un po’ come Eliza Doolittle in My fair lady …. ma ora dovevamo pensare al vestito per il ballo… un vestito di shantung dorato con gonna a ruota ed un cappotto di velluto verde sarebbe stato perfetto … con una collana di brillanti ed una delle tiare di Lady Mary
Partimmo verso l’ambasciata con un taxy , Charlotte sembrava una principessa , il ballo andò come speravamo e Charlotte ballò tutto il tempo con il Duca . Io e Lady Mary sbirciavamo la coppia da dietro una colonna.Alla fine della serata il Duca chiese a charlotte di fidanzarsi e di iniziare a frequentarsi ,Charlotte disse di si .
Tornammo a casa tutti felici e spensierati … Charlotte andò a letto stremata … Lady Mary si fece aiutare a spogliarsi da tata Katy… ed io? Io ero con Gilbert, Lislie e David in soffitta a raccontargli tutto! … finimmo in bellezza e ci mettemmo a cantare “ I could have danced all night” ed a ballare per tutta la stanza e saltare sul divano , e ridere, Ridere , Ridere come non ci fosse un domani .fino a che la zia Laura con la cuffia in pizzo e la candela in mano non venne a riportarci alla realtà con due strilli perché non la facevamo dormire …
Detti un bacio a kitty che era nella culla in camera mia mi misi a scrivere nel diario le cronache della giornata e mi apprestai verso il letto.. Lady Mary dal corridoio vide la luce accesa che veniva dalla mia stanza e disse a bassa voce per non svegliare kitty : “ancora non dormi tesoro mio ? “ io risposi “ no nonnina sto appuntando sul mio diario segreto la bella giornata che abbiamo passato oggi , ma adesso ho finito andrò a letto “ Lady Mary mi carezzò la guancia con la sua vestaglia di pizzo e seta frusciante andó verso la sua stanza , mio i rimboccai le coperte e mi addormentai in un sonno profondo. il giorno dopo mi aspettavano visite a go-go ed era meglio dormire ….

a sabato prossimo con un nuovo racconto

https://youtu.be/Zp2XsZeJi2o

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