Gli appunti di G.A . Christmas memories 2

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“Lettera a Lislie”

Dicembre 1975
Erano passati 10 anni, Lady Mary era morta la primavera di quell‘anno ed io… io avevo il morale a terra.
Avevo scritto una lettera da spedire a Lislie a Parigi. Fuori nevicava e mentre camminavo sulla neve scricchiolante sotto i miei piedi la stavo rileggendo per vedere se era tutto corretto:

“Cara Lislie,
E’ passato quasi un anno da quando Lady Mary ci ha lasciati e devo ammettere che quest’ anno non sembra essere neanche Natale, ma devo impegnarmi a portare lo spirito del Natale dentro i cuori della mia famiglia ed in quelli dei miei pazienti. Abbiamo tirato fuori dagli scatoloni le decorazioni natalizie e presto addobberemo tutto, sia a la casa delle ragazze madri, sia alla casa di cure per malati psichiatrici, che in casa mia .. per fortuna che c’è tata Katy ad aiutarci,
Kitty sta crescendo velocemente.. abbiamo dovuto allungarle i vestiti di un centimetro… devo dire che mi manca passare il Natale tutti insieme come una volta ma nel nostro cuore sarà un po’ come essere tutti insieme.
Ho avuto due belle notizie questo Natale … Quella del tuo matrimonio e l’annuncio che Charlotte finalmente attende un bambin. David continua a stare qui da noi fortunatamente. E’ stato molto di aiuto in questi mesi sia fisicamente che psicologicamente.
Il lavoro procede bene. Quest’anno stiamo preparando biscotti per tutto l’East End da regalare a Natale. Le nuove infermiere si stanno ambientando piano piano e Gilbert è bravissimo ad insegnare. Sono molto depresso cara Lislie la botta della morte di Lady Mary non ci voleva proprio, so che lei però vivrà per sempre dentro il mio cuore soprattutto nel ricordo del Natale.
Charlotte verrà a trovarci per capodanno, potresti organizzarti con lei e venire insieme. Cara Lislie mi manchi tanto, mi mancano le nostre chiacchierate in soffitta, mi mancano le nostre passeggiate… ma so che dove sei ora stai bene e questo mi riscalda il cuore.
Beh ti saluto con un forte abbraccio ed un augurio di un felice Natale.
Per sempre tuo
G.A. “

Chiusi la lettera con un agrifoglio disegnato in una busta, e la spedii. Mi diressi a casa per iniziare a tirare fuori la roba dagli scatoloni di Natale.
Arriva to a casa chiesi ad Emma di preparare un tè e mi misi a tirare fuori gli addobbi sorseggiandolo con dei biscotti a forma di pan di zenzero. Mi capitò fra le mani un angelo fatto di carta, una di quelle sagome di carta in stile vittoriano con dei brillantini che sembravano zucchero. Era l’angelo di Lady Mary! Forse era un segno… lo accarezzai con tanta malinconia e lo appoggiai al suo solito posto, sopra la stufa di ghisa nell’ingresso principale di villa Knox.
Continuai a tirar fuori addobbi per tutta la sera, canticchiando “Twelve days of Christmas“. Ben presto sarebbe tornato Gilbert dal suo giro di visite. Tra la roba saltò fuori anche l‘angelo di Dolly. Dolly… vecchia furbacchiona, che si era trasferita con il suo vedovo a New York ormai da anni, ogni tanto mi scriveva qualche lettera. Sapevo che aveva aperto un negozietto di biancheria intima là e che gli affari le andavano abbastanza bene.
Gilbert arrivò finalmente a casa e ci mettemmo a cenare. Gli addobbi restarono sparsi per la casa un pò a la rinfusa , avrei continuato nei giorni successivi .

A presto con un nuovo episodio da villa Knox

 

PH : clelia canè

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Una casa al mare, un hiver à Forte dei marmi: ( sequel de i colori della toscana )

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“Lavori terminati a villa Alberino, ciao ciao Villalunga“

Novembre passò in un batter di ciglio. I lavori a villa Alberino erano completati e zio Brando e la compagnia di Villalunga iniziò a preparare i bagagli per tornare a Siena. Nel chiudere le valige tutti avevano un pò di nostalgia nel cuore, quei mesi a Villalunga avevano portato tante novità. Zio Brando attendeva una nuova vita con Ofir ed il piccolo Sam a casale sant’Anna. Zia Laura attendeva una vita a Siena con Silvestro. Per Astrid c’era un nuovo percorso di studio ed un nuovo amore. Per Tata Alexandra il matrimonio con Alberto, ed avrebbe visto finalmente coronare il suo sogno d‘amore. Chissà quando sarebbero potuti tornare a Villalunga per passare delle giornate spensierate.
Prima di salutare Villalunga i nostri amici vollero organizzare un pranzo sulla spiaggia con i loro amici del bagno Albachiara. Ognuno preparò qualcosa e partirono con le ceste verso il lido. Il pranzo fu memorabile e quando fu il momento di salutarsi scese qualche lacrimuccia, ci furono baci e ci furono abbracci.
“Mi raccomando Brando non far passare altri 10 anni prima di tornare “ dissero i proprietari del bagno.
“Non vi prometto nulla, dipenderà da come gira il vento“ disse Brando.
La sera stessa dopo quel pranzo i portelloni di legno ed il cancello di Villalunga si chiusero e tutti erano pronti a tornare all’ovile “ciao ciao Villalunga, ci mancherai“ disse zio Brando chiudendosi il cancelletto dietro le spalle.

Il viaggio di ritorno fu lungo, o forse sembrò così tanto lungo perchè c’era tanta voglia da parte di ciascuno di rivedere le proprie case.
“Ahhh finalmente profumo di asciutto e profumo di casa“ disse zio Brando. “Ofir sono troppo stanco per tornare al casale stasera, rimaniamo a dormire a villa Alberino“. Zio Brando e Ofir quella sera presero Sam e lo fecero dormire con loro in mezzo al letto. “Domani sarà il caso che iniziamo a fare un pò di preparativi di natale sia qui che al casale“ disse Brando.
“Ce la farai a fare tutto tranquillo“ rispose Ofir.
“Sai Ofir sono felice“ disse Brando accarezzando Sam.
“Anche io sono tanto felice“.

La mattina dopo zio Brando e Ofir con Sam tornarono al casale Brando andò a vedere i suoi vigneti… guardò il quadro di Tal ed il quilt della toscana, accarezzò il quilt e poi disse a Ofir “Chi lo avrebbe mai detto che prima o poi tutto questo ci avrebbe portato qui, la vita è veramente imprevedibile“. Poi zio Brando andò in cantina e Ofir andò nel bosco a cercare un grosso abete da tagliare da metterlo nel grande salone del casale
“Fin che c’è il Natale ci sarà sempre un po’ di speranza nei nostri cuori“ disse zio Brando guardando il camino acceso e il grande albero .

Speciale Halloween

SPECIALE HALLOWEEN

“Drina la strega di villa Alberino “

Torniamo indietro nel tempo di qualche anno. Astrid era ancora una bambina che credeva in streghe, maghi ed incantesimi…. La sera di halloween la bambina chiese a zio Brando il motivo per cui in giardino ci fosse un calderone. Zio Brando disse: “è il calderone di Drina… la strega di villa Alberino. E’ una nostra antenata“ Astrid chiese allo zio di raccontarle la storia e zio Brando acconsentì.
“Dunque era esattamente l’anno 1692 e Drina era una bellissima strega dai capelli rossi e lunghi. Era specializzata in rimedi di amore e pozioni curative. Drina era buona ed era innamorata di un ragazzo che si chiamava Goffredo… un bellissimo ragazzo, possente e muscoloso con i capelli ricci e castani e gli occhi verdi. Purtroppo per Drina, Goffredo era promesso sposo a una nobildonna di Siena, una certa Lucrezia Sanfilippo. Ma pur essendo promesso ad un‘altra donna spesso Goffredo passava notti di amore con Drina.
Goffredo sapeva che Drina era una strega ed era l’unico a saperlo in città. Aveva la casa piena di ampolle, un corvo e un gatto nero parlante, spesso la notte Drina prendeva la sua scopa e volava leggiadra per tutta Siena insieme al suo gatto. il gatto aveva messo in guardia più volte la giovane strega che era pericoloso mantenere i rapporti con Goffredo, qualcuno poteva scoprire che lei era una strega e avrebbero potuto farle fare la fine delle sue cugine a Salem. Ma la ragazza diceva al gatto di non scocciarla con il suo pessimismo che nessuno l’avrebbe mai scoperta.
Drina rimase incinta di Goffredo e chiese consiglio alle carte su come comportarsi. ma le carte davano segni di morte e sventure. Drina sapeva che Goffredo si stava per sposare e non volle avvertirlo del bimbo che stava crescendo dentro di lei. Fu così che il giorno del parto la ragazza scappò nel bosco e partorì tra mille dolori sotto un nocciolo. Nacque una bambina che fu chiamata Doralice. Quando Goffredo scoprì di avere una figlia volle a tutti i costi sposare Drina rinunciando al matrimonio con Lucrezia. Lucrezia era una donna molto perfida, e offesa dall‘annullamento delle nozze, trovò il modo di entrare in casa di Drina e scoprire che Drina era una strega.
Lucrezia denunciò la cosa e fece condannare Drina e Goffredo all’impiccagione nella pubblica piazza. Drina e Goffredo però con un incantesimo riuscirono a fuggire dalla prigione e si rifugiarono nel bosco. Per salvare il suo amato lo trasformò in una gazza. Drina affidò Doralice a le cure di due contadini. Nel latte che dette ai contadini per nutrire Doralice mise una pozione che avrebbe fatto perdere gli eventuali poteri magici alla figlia affinché non fosse perseguitata come le altre streghe.
Drina disperata per la sua vita ormai distrutta andò nel bosco e raccolse una radice di mandragola ed altre erbe e preparò una pozione magica che la trasformò in vento, un vento forte, disperato ed ululante che soffia durante tutto l inverno. Ogni viglia di Ognissanti però Drina poteva tornare alle sue forme umane e poteva incontrare Goffredo. Anche lui avrebbe assunto di nuovo sembianze umane e avrebbero passato la notte di Ognissanti a fare l’amore tra i vigneti di villa Alberino.
Drina aveva distrutto tutte le sue pozioni ed i suoi libri. Rimasero solo il suo corvo ed il suo gatto nero. Prima di trasformarsi in vento però Drina fece un sortilegio a Lucrezia affinché diventasse brutta e vecchia e nessun uomo la volesse sposare.
L’ unica cosa che ci rimane di Drina è il suo calderone, che porta salute e protezione a tutta la dinastia di villa Alberino.”

Ad un certo punto mentre zio Brando beveva il tè si sentii come un ululato: era un vento improvviso che passava da tutte le cappe dei caminetti. “Ecco Astrid, questa è Drina che ogni notte della viglia di Ognissanti torna dal regno dei morti per venire a trovare il suo amato Goffredo“ disse zio Brando. “Che storia romantica zio!“ disse Astrid. “Si ma adesso andiamo Astrid a mettere fuori dalla finestra la zucca con la candela dentro e una fetta di pan dei santi, in modo che Drina quando passerà saprà che non ci siamo scordati di lei“.

La mattina dopo quando Astrid si svegliò trovò nel calderone in giardino una piuma di gazza e la portò a zio Brando “Zio! Zio! Guarda! Drina ci ha lasciato una piuma! Vuol dire che è passata da qui anche quest’ anno??“ Zio Brando sorrise e disse “Certo Astrid, Drina passa sempre da qui e ci ringrazia per il pan dei santi e per ricordarsi sempre di lei“.

Zio Brando e Astrid andarono in cucina a preparare il pranzo per tutti gli altri abitanti di villa Alberino.

Buon Halloween e buon Ognissanti da zio Brando e da Astrid ed ovviamente da me!45071988_2786340308058372_8001860978272632832_n

Una casa al mare, un hiver a forte dei marmi ( sequel De i colori della toscana )

Una casa al mare, un hiver a forte dei marmi :

45011742_2779211775437892_1487175461812305920_n“Il week end di Ognissanti“

Quell’anno halloween veniva di venerdì. Zia Laura e zio Brando avevano messo intorno all casa tante zucche intagliate con le candele dentro. Quella sera la compagnia di Villalunga aveva invitato degli amici per fare un po di festa. Zio Brando aveva preparato una torta salata con patate dolci e mele, mentre zia Laura aveva rispolverato la ricetta del pan dei santi di nonno Giovanni che aveva trovato una volta nella soffitta di villa Alberino, uno stanzino chiuso da anni che nascondeva tesori. La ricetta diceva :
” il pan coi santi prepara la bocca per fare i debiti confronti e dare…la pagella al vinaio. Essendo un dolce, sia pure nella sua rusticità, importantissimo per le nostre tradizioni, ve ne do una ricetta sicura, quella di Marsilia, la fattoressa della Sughera di San Giovanni, proprio sopra Pianella, vicino Siena. Si impastano 800g di farina con un bicchiere d’’acqua unendovi 20-25g di lievito di birra insieme a un pizzico di sale. Una volta preparato l’impasto, lo metteremo da parte al caldo a lievitare. Appena la pasta incomincia a muovere vi si impastano circa 100 g di noci tritate che avremo fatto prima soffriggere per circa 5 minuti in poco olio d’oliva extra vergine (due cucchiai) arricchito con un cucchiaino di strutto fresco di maiale. Con le noci aggiungeremo anche 200g d’uva passolina fatta rinvenire in poco vino bianco scaldato, oppure semplice acqua tiepida. Si torna a impastare unendovi circa 100g di zucchero (oppure altrettanto miele) insieme a un pizzico di pepe nero in polvere oltre alla buccia d’un limone grattugiata. Divideremo in pagnotte che ungeremo con le mani bagnate con poco dello stesso olio e poi metteremo a lievitare per almeno 3 ore in luogo caldo , coperte da un panno. Finalmente lo cuoceremo in forno ben caldo. Ci vorranno, per pagnotte di circa mezzo chilo di peso, 20 minuti abbondanti di cottura. Di più in proporzione se più grandi”.
La zia Laura passò l’intera serata della vigilia di Ognissanti in cucina a impastare, impastare, impastare. La cucina si riempì di profumo di spezie e uvetta, profumo di buono, di casa. Ofir accese il focolare e dopo cena, mentre mangiavano la torta salata di zio Brando, e il pan dei santi accompagnato da del buon passito, l’allegra combriccola si mise a raccontarsi qualche storiella un po’ paurosa, una di quelle storie di streghe che raccontano i vecchi nelle campagne sensi. Zio Brando cullava Sam davanti al focolare. Fuori le zucche erano tutte illuminate e per terra c’era una distesa di foglie secche, era freddo fuori e zio Brando sapeva in cuor suo che era ormai arrivato l‘inverno.

I lavori a villa Alberino erano ormai terminati e molto presto avrebbero salutato Villalunga. In quei mesi aveva realizzato che dopo tutto stare quei mesi a Villalunga non era stato poi così male. Zia Laura aveva trovato l’amore, Astrid si era fidanzata e ora sapeva cosa fare della sua vita. Alberto, dopo la lontananza da tata Alexandra, aveva capito che era giusto sposarsi; certe volte alcune esperienze anche se scomode , portano buoni frutti e ti fanno capire tante cose. Come dice un vecchio adagio “Nulla arriva per caso“.

Quel weekend zio Brando indossò il suo cappotto di lana cotta e una sciarpona ed andò con Ofir e Sam a passeggiare sulla spiaggia. Il mare ormai aveva il colore dell‘ inverno e sulla spiaggia ormai si doveva camminare con gli stivali perché era fredda ed umida. Zio Brando si fermò sulla scogliera a vedere il mare e per la prima volta dopo tanto tempo non sentiva più la forte nostalgia di Tal. Certo gli mancava era il suo grande amore e sarebbe stato sempre il suo angelo custode, ma per la prima volta dopo anni si sentiva completo: aveva Ofir, aveva Sam, aveva una famiglia unita e molto presto avrebbe dovuto preparare un altro Natale e un matrimonio per tata Alexandra.
Zio Brando sentì una ventata in faccia che gli scompigliò tutti i capelli e la sciarpa e sentì nel vento il profumo di Tal, e percepì quella ventata come la benedizione di Tal per quella nuova vita che lo attendeva.

a presto con una nuova avventura da ronchi

Una casa al mare, un hiver à Forte dei marmi ( sequel de i colori della toscana )

44352399_2762007423824994_8719437841773363200_nUna casa al mare, un hiver à Forte dei marmi :“Un matrimonio per zia Laura e l’arrivo di Sam“

La mattina dopo la compagnia di Villalunga si svegliò di buon’ora. Zia Laura si mise in cucina a preparare una torta di mele. Appena tutti scesero a far colazione fece vedere l‘anello di Damiani che gli aveva regalato Silvestro; era un anello d’oro a forma di fiocco con dei brillantini. “Ci sposiamo a fine mese nella parrocchia di san Domenichino “ disse zia Laura. Tutti esultarono di gioia. “Allora dobbiamo sbrigarci con i preparativi!“ disse zio Brando. Presero la 500 ed andarono in giro per botteghe tra Forte dei marmi e Pietrasanta per prenotare fiori e bomboniere.
Zia Laura da Luisa Spagnoli scelse un vestito color corallo semplice . I colori per il matrimonio erano sui toni autunnali, dal giallo al marrone al rosso delle foglie, e ci sarebbero state zucche ovunque.
I preparativi erano stati fatti. Una mattina di fine ottobre Ofir arrivò alla stazione con una carrozzina, dentro c’ era un frugoletto avvolto in una copertina bianca di lana. Zio Brando lo prese in braccio. “Ciao Sam! Ciao Creaturina meravigliosa!“ disse Brando con lacrime di gioia, poi presero la macchina e andarono verso Villalunga a presentare Sam a gli altri. Tutti rimasero entusiasti per l’arrivo di Sam. Era veramente una Creaturina meravigliosa. Forse penserete che fossero entusiasti come ogni famiglia quando arriva un bambino, ma invece no, loro erano entusiasti perché quello era il loro bambino unico al mondo, il loro bambino speciale , il loro bambino tanto desiderato ed arrivato come un miracolo del cielo.
Passarono i giorni ed arrivò il penultimo weekend del mese e arrivò il giorno del matrimonio di zia Laura e Silvestro. San Domenichino era una piccola chiesetta di campagna vicino a Villalunga, Gli invitati non erano molti, la famiglia e qualche amico. La festa fu fatta nel bosco dietro a Villalunga, l’aria era ottobrina ma c’era ancora vento d‘estate. C’erano anche i proprietari del bagno Alba chiara che vedendo l’ amore dei due sposi, decisero di dare una possibilità anche alla loro storia d‘amore disastrata… Come diceva zio Brando “Dobbiamo sempre dare una seconda possibilità all‘amore“ ed aveva ragione. L‘amore è una cosa meravigliosa, può capitare a volte di sentirsi lontani, ma se capita il momento di riavvicinarsi non si deve lasciar passare l’occasione che la vita ci dà…
La zia Laura e Ofir si ritirarono nella dependance di Villalunga, Silvestro aveva deciso andare in pensione e trasferirsi definitamente a Siena a casa di zia Laura.
Anche Astrid decise cosa fare della sua vita: sarebbe andata a convivere a Pisa con Emanuele ed avrebbe studiato con lui medicina, seguendo le orme di suo padre Umberto. Zio Brando, Ofir e il piccolo Sam, avrebbero iniziato la loro avventura come una famiglia, e Brando non vedeva l’ora di tornare a Casale sant’Anna e villa Alberino.
Quella sera tata Alexandra mentre era in giardino ad annusare le rose ottobrine in giardino trovò il suo compagno Alberto che la sorprese dicendole: “Dopo il matrimonio di oggi ho preso una decisione…sposiamoci ! “ ed aprì una scatolina che conteneva un anello di Chopard… la vita aveva riservato anche per Tata Alexandra una sorpresa e quando entrò in casa, guardando l‘anello, pensò che alla fine tutto quello che si desidera prima o poi arriva. Come diceva nonna Angela “Tutto arriva per chi sa aspettare“

a presto con un nuovo racconto da Ronchi

Una casa al mare, un hiver à Forte dei marmi ( Sequel de I colori della Toscana )

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Una casa al mare, un hiver à Forte dei marmi

“ Le sorprese di ottobre“

Ottobre era ormai arrivato e le foglie erano ormai cadute. L’ aria era frizzante e predominavano i colori: giallo, arancio e marrone. Nonostante tutto il bagno “Alba chiara” era sempre aperto per pranzi e cene. A volte zio Brando, nei pomeriggi autunnali, andava a fare passeggiate sulla spiaggia. La sabbia pur essendo autunno era sempre calda.
Un weekend Ofir era venuto a trovare la compagnia a Villalunga. Quando Ofir veniva a trovare zio Brando a Villalunga i due dormivano nella dependance, una mini casetta di legno in fondo al bosco. Sembrava quasi la casetta dei sette nani o di cappuccetto rosso.
Quella sera, dopo aver fatto l’amore, Ofir prese le mani di Brando e gli disse “ devo dirti una cosa, è da molto tempo che vorrei avere un bambino tutto nostro, e pensavo di fare le pratiche per l’ adozione per qualche bambino meno fortunato … ma nel frattempo un segno del destino ha voluto che una amica di mia sorella al Cairo, con la guerra, venisse a mancare lasciando un bambino di pochissimi mesi. Per il momento mia sorella se ne sta occupando ma lei non riesce con il lavoro e la sua famiglia a dedicare molto tempo al bambino piccolo… mi chiedevo se eri d’accordo e se potessimo prenderlo noi in adozione”. Zio Brando non gli fece finire neppure la frase “Credo che sia una….. bellissima idea!“. Abbracció Ofir con le lacrime agli occhi. “Vai al Cairo a prenderlo al più presto e portalo qui“. Poi si baciarono con la gioia nel cuore per la nuova vita che li stava attendendo.

Qualche giorno prima la zia Laura era uscita con Silvestro per un gelato e si era accorta che poteva sentire ancora delle sensazioni da ragazzina. Certo…Silvestro non era un principe azzurro!.. Non ne aveva i tratti e mai lo sarebbe stato, ma era un uomo che gli dava sicurezza, cosa che nessun altro uomo gli aveva mai dato. Dopo tutto anche se aveva più di 60 anni e “quasi un piede nella fossa“ come diceva sempre lei, non era poi così tardi per un nuovo amore e una nuova avventura.

Ofir la domenica successiva con la gioia nel cuore, partí per il Cairo per andare a prendere Sam e portarlo in toscana.
Arrivó il mercoledì mattina e zio Brando disse “Donne che ne dite di andare al mercato del Forte dei Marmi e fermarci a prendere un bel bombolone caldo con la crema ed una cioccolata con panna al bar il Principe?”. Si vestirono conente in fretta e furia, e via: la 500 partì verso una nuova nuova avventura.
Al mercato del Forte, comprarono golfini di cashmere. Poi si fermarono al bar del Forte come aveva detto zio Brando e siccome al ritorno nessuno aveva voglia di preparare il pranzo, si fermarono dalla gastronomia Parmigiani a prendere delle lasagne già pronte.
Quella sera Astrid uscì con Emanuele che era passato a prenderla per andare a prendere l’ultimo gelato della stagione sul pontile di Marina di Massa. “Emanuele la nostra storia è seria o è solo una storiella?” disse Astrid mentre abbracciava Emanuele su una delle panchine lungo il pontile. “Per me è seria, io ti amo Astrid“ rispose Emanuele. Persa nel suo sguardo “Anche io ti amo e ti amerò per sempre “ disse Astrid. I due passarono la notte a far l’ amore sulla spiaggia.
Nel frattempo quella sera anche Silvestro era passato a prendere zia Laura con la vespa per portarla a fare un giro. “Siamo rimasti solo noi tre in casa stasera, penso sia ora di andare a letto. Credo che gli innamorati torneranno tardi stasera“ disse nonna Angela. “Io non vedo l’ora di poter abbracciare il mio bambino“ disse zio brando con occhi sognanti. “Ed io non vedo l ora di fargli copertine e cuffiette ad uncinetto“ disse Tata Alexandra. Zio Brandi guardò l’orologio e disse “Beh un’altra giornata è passata… credo sia meglio dormire!.. Ah mi ero dimenticato… ho sentito che a Siena vogliono fare un Palio Straordinario a dicembre, il sabato prima di Natale… credo che abbiano perso del tutto il senno! Ti immagini ?? il Palio con le lucine di natale accese e gli addobbi?“. Zio Brando rise e poi i tre si incamminarono ognuno nelle proprie camere.
Zia Laura tornò a casa per mezzanotte tutta raggiante perchè Silvestro le aveva regalato un anello e le aveva chiesto di sposarla. Si addormentò serenamente accarezzando il suo anello. Astrid tornò a casa all’alba anche lei sognante e felice.

…a presto con un nuovo racconto da Ronchi

Una casa al mare ,un hiver à Forte dei Marmi ( sequel de i colori della toscana )

Una casa al mare, un hiver à Forte dei Marmi

“La caldaia rotta e la storia di Maria e Giovanni“

Erano passati due mesi, e in quel tempo Astrid aveva iniziato la sua storia d‘amore con Emanuele. Verso i primi di settembre Emanuele tornò a Pisa a studiare e nei week end andava a trovare Astrid a Villalunga.
Una mattina di metà settembre zio Brando andò a farsi la doccia, si insaponò tutto e poi aprì l’ acqua calda. Ad un certo punto si sentì un urlo per tutta la casa, il poverino era rimasto quasi stecchito dall’acqua gelata si sciacquò velocemente e poi infreddolito e tremante andò in camera facendosi quasi prendere da una sincope. Nonna Angela e la zia Laura corsero preoccupate chiedendogli che cosa fosse successo. Zio Brando rispose “Dobbiamo chiamare idraulico! L‘ acqua è gelata!“. Nonna Angela chiamò l ‘ idraulico (Silvestro) per fargli controllare la caldaia. Appena l’idraulico arrivò tirò due martellate alla caldaia e dopo disse con calma e serenità: “E’ morta, va cambiata“.
Silvestro era sulla sessantina, era una persona di animo quieto e di poche parole ma quando apriva bocca era un po ‘ brusco, cosa che mandava in bestia zia Laura .
“La caldaia nuova arriverà fra una settimana“ disse Silvestro. “E noi come pensa che facciamo ??? ci laviamo con l‘acqua gelata rischiando di prendere la polmonite? lei deve trovare il modo di sostituirla subito!“ disse la zia laura urlando, poi entrò in fretta borbottando in cucina sbattendosi la porta dietro e si mise a fare i biscotti. Silvestro rimase terrorizzato e se ne andò in silenzio dicendo soltanto “Vedrò cosa posso fare“.
Intanto la sera stava scendendo e zio Brando prese la legna e si mise ad accendere il camino in salotto. La zia Laura preparò una cioccolata calda con i biscotti e tutti si misero intorno al camino con delle sedie coperti dai plaid. Tata Alexandra aveva il suo lavoro a maglia, nonna Angela aveva il suo ricamo. “Zio.. sarebbe l‘atmosfera ideale per uno dei tuoi racconti“ disse Astrid. “Beh potrei raccontarti della storia del tuo bisnonno e della bisnonna e di come è nata questa casa“ rispose Brando. “D’accordo “ disse Astrid“.
E Brando incominciò: “Dunque era l‘anno 1958 e la città di Siena dopo la guerra aveva incominciato a rialzarsi. La tua bisnonna Maria viveva con le sue sorelle e sua zia in una casa in centro ed aveva appena finito l‘università. Trovò lavoro in una farmacia del centro, dove rimase folgorata dal titolare che era tuo bisnonno. Insomma appena si videro scattò il colpo di fulmine e capirono che erano fatti l‘uno per l altra. Ma come in ogni grande storia d‘ amore c’era un’ ostacolo. Giovanni, il tuo bisnonno. era un uomo separato dalla moglie e per l‘epoca, per una donna stare con un uomo separato era uno scandalo (soprattutto per una piccola città provinciale come Siena). Maria fu mandata dalla famiglia a Roma da uno zio, ma in ogni lettera che scriveva alla sorella Anna c’era scritto di quanto stesse male lontano dal suo grande amore, e anche che per lei era una cosa impossibile pensare ad una vita lontana da lui.
Maria fu fatta tornare a Siena dalla famiglia. Appena tornò a Siena si trasferì a villa Alberino con Giovanni. Convivevano, non potendosi sposare. Vi potete immaginare per l‘epoca lo scandalo e le chiacchiere, e la cattiveria della gente. Pur con grandi ostacoli, grande fatica, l’amore come al solito vinse su tutto e nel 1962 Maria ebbe la sua prima figlia. Angela da bambina era molto debole e soffriva di asma.
Giovanni prima della guerra aveva acquistato un terreno abbandonato a se stesso nella pineta di Ronchi, e quindi con Maria decisero di costruire questa casa di legno per passarci le vacanze estive, anche per scappare dai chiacchiericci di Siena, per isolarsi con i propri figli nel loro capanno fuori dal mondo. E così è stato per molti molti anni. Ecco la storia cara Astrid“. “Questa casa” disse Astrid “E’ stata testimone di molti amori, quello di Maria e Giovanni, quello di nonna Angela e nonno Massimiliano, ed ora il mio… spero tanto che duri anche il mio come lo sono stati gli altri“ Astrid sospirò. “Se vorrai accadrà, gli amori nati o vissuti qui sono così, durano per sempre“ rispose sorridendo lo zio.
Dopo il racconto andarono tutti a dormire. La mattina dopo Silvestro suonò il campanello…“Ho portato la caldaia!“. Zio brando e Astrid si guardarono ridendo, la zia Laura doveva aver proprio terrorizzato Silvestro il giorno prima. Silvestro montò in un battibaleno la caldaia, la zia Laura rimase esterrefatta. Silvestro mentre se ne stava andando si girò e le disse “Magari uno di questi giorni si fa una passeggiata in bicicletta?”.
Quando Silvestro se ne fu andato zio Brando si mise a ridere ripiegato in due e dette una pacca su la spalla a la zia Laura e disse: “Credo che qualcuno abbia fatto colpo!“. La zia laura disse seria: “Credo sia solo un invito amichevole… ho 65 anni chi vuoi che mi pigli??? Ho un piede nella fossa! “. Zio Brando entro in cucina ridendo: “Mia cara non è mai detta l‘ultima parola!“.

a presto con un nuovo racconto da Ronchi43415121_2732944890064581_6314846391894016000_n