Una casa al mare, un hiver à Forte dei marmi ( sequel de i colori della toscana )

44352399_2762007423824994_8719437841773363200_nUna casa al mare, un hiver à Forte dei marmi :“Un matrimonio per zia Laura e l’arrivo di Sam“

La mattina dopo la compagnia di Villalunga si svegliò di buon’ora. Zia Laura si mise in cucina a preparare una torta di mele. Appena tutti scesero a far colazione fece vedere l‘anello di Damiani che gli aveva regalato Silvestro; era un anello d’oro a forma di fiocco con dei brillantini. “Ci sposiamo a fine mese nella parrocchia di san Domenichino “ disse zia Laura. Tutti esultarono di gioia. “Allora dobbiamo sbrigarci con i preparativi!“ disse zio Brando. Presero la 500 ed andarono in giro per botteghe tra Forte dei marmi e Pietrasanta per prenotare fiori e bomboniere.
Zia Laura da Luisa Spagnoli scelse un vestito color corallo semplice . I colori per il matrimonio erano sui toni autunnali, dal giallo al marrone al rosso delle foglie, e ci sarebbero state zucche ovunque.
I preparativi erano stati fatti. Una mattina di fine ottobre Ofir arrivò alla stazione con una carrozzina, dentro c’ era un frugoletto avvolto in una copertina bianca di lana. Zio Brando lo prese in braccio. “Ciao Sam! Ciao Creaturina meravigliosa!“ disse Brando con lacrime di gioia, poi presero la macchina e andarono verso Villalunga a presentare Sam a gli altri. Tutti rimasero entusiasti per l’arrivo di Sam. Era veramente una Creaturina meravigliosa. Forse penserete che fossero entusiasti come ogni famiglia quando arriva un bambino, ma invece no, loro erano entusiasti perché quello era il loro bambino unico al mondo, il loro bambino speciale , il loro bambino tanto desiderato ed arrivato come un miracolo del cielo.
Passarono i giorni ed arrivò il penultimo weekend del mese e arrivò il giorno del matrimonio di zia Laura e Silvestro. San Domenichino era una piccola chiesetta di campagna vicino a Villalunga, Gli invitati non erano molti, la famiglia e qualche amico. La festa fu fatta nel bosco dietro a Villalunga, l’aria era ottobrina ma c’era ancora vento d‘estate. C’erano anche i proprietari del bagno Alba chiara che vedendo l’ amore dei due sposi, decisero di dare una possibilità anche alla loro storia d‘amore disastrata… Come diceva zio Brando “Dobbiamo sempre dare una seconda possibilità all‘amore“ ed aveva ragione. L‘amore è una cosa meravigliosa, può capitare a volte di sentirsi lontani, ma se capita il momento di riavvicinarsi non si deve lasciar passare l’occasione che la vita ci dà…
La zia Laura e Ofir si ritirarono nella dependance di Villalunga, Silvestro aveva deciso andare in pensione e trasferirsi definitamente a Siena a casa di zia Laura.
Anche Astrid decise cosa fare della sua vita: sarebbe andata a convivere a Pisa con Emanuele ed avrebbe studiato con lui medicina, seguendo le orme di suo padre Umberto. Zio Brando, Ofir e il piccolo Sam, avrebbero iniziato la loro avventura come una famiglia, e Brando non vedeva l’ora di tornare a Casale sant’Anna e villa Alberino.
Quella sera tata Alexandra mentre era in giardino ad annusare le rose ottobrine in giardino trovò il suo compagno Alberto che la sorprese dicendole: “Dopo il matrimonio di oggi ho preso una decisione…sposiamoci ! “ ed aprì una scatolina che conteneva un anello di Chopard… la vita aveva riservato anche per Tata Alexandra una sorpresa e quando entrò in casa, guardando l‘anello, pensò che alla fine tutto quello che si desidera prima o poi arriva. Come diceva nonna Angela “Tutto arriva per chi sa aspettare“

a presto con un nuovo racconto da Ronchi

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Una casa al mare, un hiver à Forte dei marmi ( Sequel de I colori della Toscana )

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Una casa al mare, un hiver à Forte dei marmi

“ Le sorprese di ottobre“

Ottobre era ormai arrivato e le foglie erano ormai cadute. L’ aria era frizzante e predominavano i colori: giallo, arancio e marrone. Nonostante tutto il bagno “Alba chiara” era sempre aperto per pranzi e cene. A volte zio Brando, nei pomeriggi autunnali, andava a fare passeggiate sulla spiaggia. La sabbia pur essendo autunno era sempre calda.
Un weekend Ofir era venuto a trovare la compagnia a Villalunga. Quando Ofir veniva a trovare zio Brando a Villalunga i due dormivano nella dependance, una mini casetta di legno in fondo al bosco. Sembrava quasi la casetta dei sette nani o di cappuccetto rosso.
Quella sera, dopo aver fatto l’amore, Ofir prese le mani di Brando e gli disse “ devo dirti una cosa, è da molto tempo che vorrei avere un bambino tutto nostro, e pensavo di fare le pratiche per l’ adozione per qualche bambino meno fortunato … ma nel frattempo un segno del destino ha voluto che una amica di mia sorella al Cairo, con la guerra, venisse a mancare lasciando un bambino di pochissimi mesi. Per il momento mia sorella se ne sta occupando ma lei non riesce con il lavoro e la sua famiglia a dedicare molto tempo al bambino piccolo… mi chiedevo se eri d’accordo e se potessimo prenderlo noi in adozione”. Zio Brando non gli fece finire neppure la frase “Credo che sia una….. bellissima idea!“. Abbracció Ofir con le lacrime agli occhi. “Vai al Cairo a prenderlo al più presto e portalo qui“. Poi si baciarono con la gioia nel cuore per la nuova vita che li stava attendendo.

Qualche giorno prima la zia Laura era uscita con Silvestro per un gelato e si era accorta che poteva sentire ancora delle sensazioni da ragazzina. Certo…Silvestro non era un principe azzurro!.. Non ne aveva i tratti e mai lo sarebbe stato, ma era un uomo che gli dava sicurezza, cosa che nessun altro uomo gli aveva mai dato. Dopo tutto anche se aveva più di 60 anni e “quasi un piede nella fossa“ come diceva sempre lei, non era poi così tardi per un nuovo amore e una nuova avventura.

Ofir la domenica successiva con la gioia nel cuore, partí per il Cairo per andare a prendere Sam e portarlo in toscana.
Arrivó il mercoledì mattina e zio Brando disse “Donne che ne dite di andare al mercato del Forte dei Marmi e fermarci a prendere un bel bombolone caldo con la crema ed una cioccolata con panna al bar il Principe?”. Si vestirono conente in fretta e furia, e via: la 500 partì verso una nuova nuova avventura.
Al mercato del Forte, comprarono golfini di cashmere. Poi si fermarono al bar del Forte come aveva detto zio Brando e siccome al ritorno nessuno aveva voglia di preparare il pranzo, si fermarono dalla gastronomia Parmigiani a prendere delle lasagne già pronte.
Quella sera Astrid uscì con Emanuele che era passato a prenderla per andare a prendere l’ultimo gelato della stagione sul pontile di Marina di Massa. “Emanuele la nostra storia è seria o è solo una storiella?” disse Astrid mentre abbracciava Emanuele su una delle panchine lungo il pontile. “Per me è seria, io ti amo Astrid“ rispose Emanuele. Persa nel suo sguardo “Anche io ti amo e ti amerò per sempre “ disse Astrid. I due passarono la notte a far l’ amore sulla spiaggia.
Nel frattempo quella sera anche Silvestro era passato a prendere zia Laura con la vespa per portarla a fare un giro. “Siamo rimasti solo noi tre in casa stasera, penso sia ora di andare a letto. Credo che gli innamorati torneranno tardi stasera“ disse nonna Angela. “Io non vedo l’ora di poter abbracciare il mio bambino“ disse zio brando con occhi sognanti. “Ed io non vedo l ora di fargli copertine e cuffiette ad uncinetto“ disse Tata Alexandra. Zio Brandi guardò l’orologio e disse “Beh un’altra giornata è passata… credo sia meglio dormire!.. Ah mi ero dimenticato… ho sentito che a Siena vogliono fare un Palio Straordinario a dicembre, il sabato prima di Natale… credo che abbiano perso del tutto il senno! Ti immagini ?? il Palio con le lucine di natale accese e gli addobbi?“. Zio Brando rise e poi i tre si incamminarono ognuno nelle proprie camere.
Zia Laura tornò a casa per mezzanotte tutta raggiante perchè Silvestro le aveva regalato un anello e le aveva chiesto di sposarla. Si addormentò serenamente accarezzando il suo anello. Astrid tornò a casa all’alba anche lei sognante e felice.

…a presto con un nuovo racconto da Ronchi

Una casa al mare ,un hiver à Forte dei Marmi ( sequel de i colori della toscana )

Una casa al mare, un hiver à Forte dei Marmi

“La caldaia rotta e la storia di Maria e Giovanni“

Erano passati due mesi, e in quel tempo Astrid aveva iniziato la sua storia d‘amore con Emanuele. Verso i primi di settembre Emanuele tornò a Pisa a studiare e nei week end andava a trovare Astrid a Villalunga.
Una mattina di metà settembre zio Brando andò a farsi la doccia, si insaponò tutto e poi aprì l’ acqua calda. Ad un certo punto si sentì un urlo per tutta la casa, il poverino era rimasto quasi stecchito dall’acqua gelata si sciacquò velocemente e poi infreddolito e tremante andò in camera facendosi quasi prendere da una sincope. Nonna Angela e la zia Laura corsero preoccupate chiedendogli che cosa fosse successo. Zio Brando rispose “Dobbiamo chiamare idraulico! L‘ acqua è gelata!“. Nonna Angela chiamò l ‘ idraulico (Silvestro) per fargli controllare la caldaia. Appena l’idraulico arrivò tirò due martellate alla caldaia e dopo disse con calma e serenità: “E’ morta, va cambiata“.
Silvestro era sulla sessantina, era una persona di animo quieto e di poche parole ma quando apriva bocca era un po ‘ brusco, cosa che mandava in bestia zia Laura .
“La caldaia nuova arriverà fra una settimana“ disse Silvestro. “E noi come pensa che facciamo ??? ci laviamo con l‘acqua gelata rischiando di prendere la polmonite? lei deve trovare il modo di sostituirla subito!“ disse la zia laura urlando, poi entrò in fretta borbottando in cucina sbattendosi la porta dietro e si mise a fare i biscotti. Silvestro rimase terrorizzato e se ne andò in silenzio dicendo soltanto “Vedrò cosa posso fare“.
Intanto la sera stava scendendo e zio Brando prese la legna e si mise ad accendere il camino in salotto. La zia Laura preparò una cioccolata calda con i biscotti e tutti si misero intorno al camino con delle sedie coperti dai plaid. Tata Alexandra aveva il suo lavoro a maglia, nonna Angela aveva il suo ricamo. “Zio.. sarebbe l‘atmosfera ideale per uno dei tuoi racconti“ disse Astrid. “Beh potrei raccontarti della storia del tuo bisnonno e della bisnonna e di come è nata questa casa“ rispose Brando. “D’accordo “ disse Astrid“.
E Brando incominciò: “Dunque era l‘anno 1958 e la città di Siena dopo la guerra aveva incominciato a rialzarsi. La tua bisnonna Maria viveva con le sue sorelle e sua zia in una casa in centro ed aveva appena finito l‘università. Trovò lavoro in una farmacia del centro, dove rimase folgorata dal titolare che era tuo bisnonno. Insomma appena si videro scattò il colpo di fulmine e capirono che erano fatti l‘uno per l altra. Ma come in ogni grande storia d‘ amore c’era un’ ostacolo. Giovanni, il tuo bisnonno. era un uomo separato dalla moglie e per l‘epoca, per una donna stare con un uomo separato era uno scandalo (soprattutto per una piccola città provinciale come Siena). Maria fu mandata dalla famiglia a Roma da uno zio, ma in ogni lettera che scriveva alla sorella Anna c’era scritto di quanto stesse male lontano dal suo grande amore, e anche che per lei era una cosa impossibile pensare ad una vita lontana da lui.
Maria fu fatta tornare a Siena dalla famiglia. Appena tornò a Siena si trasferì a villa Alberino con Giovanni. Convivevano, non potendosi sposare. Vi potete immaginare per l‘epoca lo scandalo e le chiacchiere, e la cattiveria della gente. Pur con grandi ostacoli, grande fatica, l’amore come al solito vinse su tutto e nel 1962 Maria ebbe la sua prima figlia. Angela da bambina era molto debole e soffriva di asma.
Giovanni prima della guerra aveva acquistato un terreno abbandonato a se stesso nella pineta di Ronchi, e quindi con Maria decisero di costruire questa casa di legno per passarci le vacanze estive, anche per scappare dai chiacchiericci di Siena, per isolarsi con i propri figli nel loro capanno fuori dal mondo. E così è stato per molti molti anni. Ecco la storia cara Astrid“. “Questa casa” disse Astrid “E’ stata testimone di molti amori, quello di Maria e Giovanni, quello di nonna Angela e nonno Massimiliano, ed ora il mio… spero tanto che duri anche il mio come lo sono stati gli altri“ Astrid sospirò. “Se vorrai accadrà, gli amori nati o vissuti qui sono così, durano per sempre“ rispose sorridendo lo zio.
Dopo il racconto andarono tutti a dormire. La mattina dopo Silvestro suonò il campanello…“Ho portato la caldaia!“. Zio brando e Astrid si guardarono ridendo, la zia Laura doveva aver proprio terrorizzato Silvestro il giorno prima. Silvestro montò in un battibaleno la caldaia, la zia Laura rimase esterrefatta. Silvestro mentre se ne stava andando si girò e le disse “Magari uno di questi giorni si fa una passeggiata in bicicletta?”.
Quando Silvestro se ne fu andato zio Brando si mise a ridere ripiegato in due e dette una pacca su la spalla a la zia Laura e disse: “Credo che qualcuno abbia fatto colpo!“. La zia laura disse seria: “Credo sia solo un invito amichevole… ho 65 anni chi vuoi che mi pigli??? Ho un piede nella fossa! “. Zio Brando entro in cucina ridendo: “Mia cara non è mai detta l‘ultima parola!“.

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Una casa al mare ,un hiver à Forte dei Marmi ( sequel de i colori della toscana )

Una casa al mare, un hiver à Forte dei Marmi:

“Bagno Albachiara“

Quella mattinata cominciò con la zia Laura che aveva preparato le camille per tutti. Astrid disse “cosa facciamo oggi zio?“ lo zio rispose “Beh perchè non chiudiamo tutto e andiamo in spiaggia?“. Tutti corsero a fare la borsa ed infilarsi il costume. Erano le 10 del mattino quando l’allegra compagnia arrivò al bagno Albachiara. il bagno Albachiara non era extra lusso come uno si potrebbe immaginare da quelle parti, era un piccolo stabilimento a conduzione famigliare, con un bar ristorante e pochi ombrelloni.
Zio Brando si fermò al bar a prendere il suo caffè al Ginseng. C’era Lunetta, la proprietaria del bagno e vecchia amica di famiglia. A zio Brando piaceva sedersi al tavolino per gustarsi il suo caffè guardando il mare che sbatteva su la spiaggia , ascoltando il rumore dei gabbiani . era uno spettacolo rilassante quello che si vedeva dal tavolino del bar : dimenticare tutto e pensare solo al mare , ai gabbiani , alla spiaggia e soprattutto al suo caffè. Poi arrivó Lunetta a rompere il silenzio : Brando le parlò di tutte le vicende accadute negli ultimi anni. Anche Lunetta raccontò gli ultimi fatti accaduti a lei: aveva un pò di problemi di incomprensioni con il marito e voleva separarsi ed anche sua cognata con il fratello di lunetta , zio Brando era dispiaciuto del’ accaduto e mentre si avvicinava all’ ombrellone su la spiaggia che scottava tra se e se pensava “ dobbiamo fare qualcosa “( ma a cosa fare zio Brando ci penserà più in quà , ora era troppo occupato a pensare al mare , ai gabbiani e ad Ofir che sarebbe venuto nel week end a trovare L ‘ allegra combriccola . La brezza del mare gli accarezzava la pelle, per zio Brando il vento che soffiava era sempre Tal che lo salutava…

Nonna Angela era intenta a leggere il suo libro di preghiere, zia Laura era a girovagare lungo il bagnasciuga alla ricerca di conchiglie , e tata Alexandra si era portata uno dei suoi scialli da lavorare con i ferri circolari e una bellissima seta di Malabrigo . Sembrava una giornata ideale per stare su la spiaggia. “Sai Astrid… è proprio qui in questa spiaggia che ho conosciuto nonno Massimiliano, eravamo due bimbetti all’ epoca… ci siamo conosciuti e da quel momento non ci siamo più mollati“ disse nonna Angela “Ah che storia romantica apitasse anche a me“ disse Astrid .

“Eh chi lo sa cosa ti porteranno questi sei mesi in questo posto“ disse zio Brando rivolto ad Astrid, poi si abbassò gli occhialoni da sole di tiffany e continuò “Mmmm vedo che hai già fatto colpo! Nemmeno mezza giornata che sei sulla spiaggia ed hai già fatto conquiste“. “Ma di chi parli zio!? “ disse Astrid imbarazzata “Parlo del biondino pompato con occhi azzurri e capello riccio e slip nero di Armani… non fare la finta tonta! non ti ha tolto gli occhi di dosso per tutto il tempo“ disse zio Brando “Ah quello lì?? Mi ha chiesto di prendere un gelato insieme, ma io ho fatto finta di niente, di sicuro fa così con tutte“ rispose Astrid sconfortata. A quel punto zio Brando dette una pacca sul sedere alla nipote “Santo cielo, benedetta bambina, cosa aspetti? L’ invito scritto? vai là alla scogliera e fatti offrire sto benedetto gelato! Cosa pensi di fare tutto il tempo con noi vecchi bavosi? Via via non voglio sentire repliche.. vai da lui o ti ci porto io con la forza“.
Astrid fece un sospiro e guardò per aria poi disse “E va bene ma tanto so già che sarà un fallimento“. “Non voglio sentire una sola lamentela o una parola di negatività, tu intanto butta il sasso. poi se son rose fioriranno “.
Come prevedeva zio Brando il gelato preso con Emanuele (si chiamava così) fu un successo, i due si dettero appuntamento per la sera per mangiare una pizza in un ristorante lungo mare. Emanuele era uno studente di medicina del primo anno, veniva da Massa Carrara ma durante l‘anno abitava a Pisa perchè studiava là. Tra i due c’era chimica e ci fu un primo bacio furtivo sulla scogliera. Astrid aveva le farfalle nello stomaco…
“Ah la magia dell’estate… ti fa sempre trovare nuovi amori“ disse Brando mentre accendeva le candele di casa . Poi continuò “Per fortuna per Astrid stare qui non sarà più un incubo ora che si è innamorata di Emanuele”. Nonna Angela mentre era intenta a leggere un libro di preghiere disse: “A te invece immagino che manchino i tuoi colori giusto? lo hai sempre detto che qui non ti piaceva perché ti mancano i tuoi colori… “ Brando rispose “I miei colori delle colline senesi mi mancano, mi manca anche Ofir , ma dopo tutto stare qui non è male, e domani ofir arriverà .“ poi chiuse le finestre e continuò “Inizia a fare freddo credo che sia in arrivo un temporale“. Poi tutte le luci di Villalunga si spensero ed ognuno andò a coricarsi sotto le trapunte. Durante la notte si scatenò un brutto temporale…

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Una casa al mare ,un hiver à Forte dei Marmi ( sequel de i colori della toscana )

Una casa al mare (un hiver à Forte dei Marmi):

“Arrivo a Villalunga“

L’allegra combriccola arrivò con la jeep di Ofir alla casa al mare. Zio Brando ed Astrid li seguivano con la 500 rossa. Zio Brando aprì la porta e le finestre “Beh non sarà Biarritz… ma almeno è pulita, rispetto ad altri anni che era in condizioni pietose“.
In quella casa c’era sempre quell’odorino di chiuso misto ad un forte odore di muffa e quindi zio Brando accese una candela profumata tirata fuori dalla valigia. “Ecco adesso va meglio!“.
Dopo pranzo, mentre erano tutti a riposare in giardino, zio Brando e Astrid si misero a disfare le valigie. Ad un certo punto Astrid disse: “Zio.. ma tu quando ci sei stato a Biarritz?“. Lo zio rispose vago “Oh tanto tempo fa, ero molto giovane“. Astrid rispose “Quanto giovane?“. Brando accese una sigaretta poi si affacciò alla finestra. “Avevo 20 anni mi facevo sempre un mese di vacanza a Biarritz in un hotel in riva al mare, vicino c’era una discoteca ed andavo sempre lì a ballare, e davano le vecchie canzoni disco dance di Dalidà “. Si fermò un attimo e sospirò, poi riprese “Ho fatto il miglior sesso della mia vita a Biarritz!“. Astrid rispose ridendo “E con chi?“. “Con un marinaio che si chiamava Pierre, ma all’ epoca ero un ragazzino , ricordo che sulla spiaggia di Biarritz ballavo ‘GiGi in Paradiso. Comunque Pierre era matto come un cavallo, ma era molto focoso, ci frequentammo per un paio di estati poi fece carriera in marina e non l’ho più rivisto. Soffriva moltissimo perché non accettava la sua omosessualità. Sai quante notti abbiamo passato in riva al mare con lui che piangeva disperato? Poi beveva due bicchieri di bordeaux e finivamo a letto insieme . Io mi concedevo con amore, lui invece era puro istinto, un animale selvaggio che si scatenava … faceva così perché era represso. Poi ho scoperto che si è sposato con una donna , gli ha fatto fare 4 figli e non ha mai accettato il suo vero essere.. Purtroppo cara Astrid non tutti si accettano e ci sono anche queste situazioni… con Pierre ho passato dei bei momenti. Io gli volevo bene, facevamo bene l’amore. Ma il mio grande amore è stato Tal… Adesso c’è Ofir che mi ama e mi coccola.” Poi zio Brando fu interrotto da Astrid “e non ti manca il sesso focoso ? “ zio Brando rispose “ certe volte E’ meglio avere qualcuno che ti ama e che ti vuole bene piuttosto che stare con qualcuno solo per attrazione fisica “ poi spense la sigaretta e concluse “ Ma adesso andiamo giu a svegliare gli altri che tra un po’ Ofir deve tornare all’ agriturismo“ .
Dopo che si furono svegliati tutti Ofir dovette partire per tornare a casale Sant‘Anna. “Ti mancherò almeno un pochino?“ disse Ofir . “Ma certo , certo che mi mancherai scemo, come mi mancherà il mio casale ed i miei colori. E’ strano… in questi posti della Versilia mancano i colori della toscana… ma ci sono altri colori! Verrai a trovarmi tutti i weekend?“ disse zio Brando. Con una lacrima che gli scendeva dal viso “Certo! Tutti i weekend per 6 mesi“. Poi si baciarono davanti al cancellino di Villalunga. Zio Brando salutò Ofir guardando la macchina allontanarsi, poi chiuse il cancello con un velo di malinconia fece un sospiro e disse fra se dandosi un tono : “Bene, che questa avventura abbia inizio..“.

Nei giorni seguenti zio brando e le altre donne si misero a lustrare la casa come uno specchio. Come diceva sempre la zia Laura: “Non si è puliti all’ interno se non lo siamo all’ esterno!“ .
Dopo tutto Villalunga non era così male.. si, mancavano i colori della toscana, mancava nonno Massimiliano, Alberto, Antonio, mancavano i cani che abbaiavano… e mancava Ofir. Insomma mancavano un sacco di cose ma gli abitanti provvisori di Villalunga avrebbero pensato a rendere quel soggiorno indimenticabile.
Ora voi vi chiederete ma perchè la zia Laura chiamava Villa lunga “ la casa prefabbricata ??? “
Villalunga era una specie di baita di legno una di quelle casette che si vedono spesso in Alto Adige( ma la cosa insolita era che si trovava in Versilia ) e sembrava quasi il cottage dei 7 nani… veniva chiamata ‘la casa prefabbricata’ perché in effetti era una delle prime case prefabbricate costruite negli anni 60. In realtà era mezza prefabbricata e mezza in muratura .. Soprattutto era immersa nel bosco tipico della macchia mediterranea ed in fondo al giardino c’era una piccola piccola casetta prefabbricata per gli ospiti. Quando aprivi le finestre si vedevano le Alpi apuane e sembrava quasi di essere in un villaggetto di montagna .Insomma: era una casa di mare ma non era una vera e propria casa di mare , sembrava più una casa di montagna . Non era né carne né pesce la possiamo chiamare come diceva la nonna di zio Brando “ un capanno fuori dal mondo dove tutto può succedere “( e di questo vi spiegherò più avanti perchè veniva chiamata così ) .

Tornando al discorso di prima :

Dopo un‘intera settimana di olio di gomito la casa era tutta ripulita e la sera la nostra allegra combriccola si sedeva sotto il porticato a chiacchierare o cucire o fare uncinetto o semplicemente per fare insieme quattro risate , certe volte da quanto ridevano sembrava quasi che fossero fatti di qualcosa ma in realtà erano solo allegri e spensierati .ogni sera zio Brando apriva il suo ciondolo a cuore che teneva al collo.. dentro c’era la foto di Tal e la baciava e ripeteva “Fa che in questi mesi vada tutto bene“.
A volte La notte quando tutti erano a letto nonna Angela e zio Brando prendevano la bici e scappavano in riva al mare alla scogliera, e guardando la luna Brando si sentiva più vicino a Tal che da lassù vegliava tutti. Sentivano il vento che li carezzava, per zio Brando era una carezza di Tal che gli scompigliava i capelli e gli sembrava di sentire i canto delle sirene.
Poi tornavano a casa . alle 7 del mattino, la zia Laura si alzava e si chiudeva in cucina e preparava biscotti per tutti e la giornata iniziava con dolcezza..

A presto con un nuovo racconto da Ronchi (Forte dei marmi)42275341_2705327916159612_7385240056958550016_n

Una casa al mare ,un hiver à Forte dei Marmi ( sequel de i colori della toscana )

Una casa al mare (un hiver à Forte dei Marmi):

“L’allagamento“

Erano passati due anni dall‘inizio della storia di zio Brando e la vita tra villa alberino, casale sant’Anna e villa Felìcita sembrava scorrere tranquillamente. Fino ad una mattina. Una mattina piovosa di inizio giugno, quando nonna Angela e nonno Massimiliano andarono in cucina a fare colazione, si accorsero che stava piovendo in casa. Era tutto bagnato per terra e dal tetto venivano giù delle infiltrazioni di acqua. I due vecchietti si allarmarono ed andarono subito a chiamare Alberto e tata Alexandra e scoprirono che anche in casa dei due vicini c’erano gli stessi problemi. Nonna Angela corse subito al telefono ad avvertire i due figli dei danni a villa Alberino.
“Brandino?… puoi venire a casa di mamma al più presto? “ disse Angela con la voce spezzata dall’angoscia. “Cosa è successo mamma??“ disse Brando sbadigliando mentre era nel suo letto e parlando a bassa voce perché Ofir stava ancora dormendo. “Perché parli a bassa voce così? non ti sento!“ disse nonna Angela.
“Sto parlando a bassa voce perché sono le sei del mattino! e Ofir sta dormendo, non lo voglio svegliare!“. “Bene caro… a villa Alberino sta piovendo in casa ovunque, io e tata Alexandra ci stiamo adoperando per mettere i teli d’incerato sopra il salvabile, tua sorella non risponde forse starà dormendo e… “. A zio Brando venne un colpo “ COSA ????? PORCA VACCA !!!! mi vesto e arrivo subito “. Zio Brando butto giù sbattendo il telefono.
Ofir tra l’urlo di Brando e lo schianto del telefono si svegliò di botto impaurito e balbettò “M-Ma.. ch-ch-che s-su-succede?“. Zio Brando, che ormai si stava già allacciando le scarpe, disse “Il tetto! Sta piovendo dal tetto a villa Alberino! Vestiti veloce, faremo colazione dopo dobbiamo passare a prendere Astrid e poi proseguiremo per villa Alberino“. Ripresosi dallo spavento Ofir rispose “Prendiamo la mia jeep, se andiamo con la tua 500 rischiamo di schiantarci tutti per la strada!“. “Fai come vuoi l’importante è che ti vesti e in fretta “ urlò Brando.
Per le ore 8 erano tutti a villa Alberino. Nel frattempo era arrivato anche Antonio, il geometra vicino di casa, e constatò che c’era da rifare tutto il tetto. Dopo aver passato la mattinata ad asciugare mettere catini e incerato ovunque in casa e spostando i mobili e le cose da salvare giu in casa di zio Brando, a nonna Angela stava venendo una sincope e guardando nel vuoto ripeteva “Ci mancava anche questa…Ci mancava anche questa…“.
Zio brando e Magnolia decisero che la soluzione migliore era ahimè trasferirsi durante i lavori nella casa al mare dei Ronchi, una località vicino a Forte dei Marmi.
“Vengo anche io con voi! dopo tutto ancora non ho scelto cosa fare ancora di università , un po di mesi al mare mi faranno bene, anche se quella casa non la amo.. ma chi lo sa magari questa avventura potrebbe farmi cambiare idea!“ disse Astrid
Brand disse “Sei sicura che stare 6 mesi al mare sia una buona idea? Tu in quella casa al mare…?“. “Su via zio, qualcuno mi ha insegnato che ogni giorno è una nuova avventura da vivere, e questa avventura la voglio vivere con tutti voi “ disse Astrid. Zio brando le accarezzò la guancia e disse “Ma si… ci divertiremo“ e la strinse tra le braccia.
Nel frattempo anche la zia Laura era arrivata e disse “Se andate tutti al mare per 6 mesi vengo anche io! Dopo tutto quest’anno non ho mai fatto ferie, sto invecchiando ed ho bisogno di staccare un po’. Certo stare 6 mesi nella casa prefabbricata non è il massimo ma ci divertiremo“.
Ormai erano tutti d’accordo e nei giorni successivi la compagnia sarebbe partita. Nonno Massimiliano, Alberto e Antonio sarebbero rimasti a sorvegliare e lavori e la casa, mentre le donne e zio Brando sarebbero andati al mare. Ed al casale chi ci pensava ??? al casale ci pensava Ofir e nel weekend sarebbe andato a trovare gli abitanti della ‘casa prefabbricata’, come la chiamava zia Laura. Perchè la chiamava così?? lo saprete nel prossimo episodio.

A presto con un nuovo episodio questa volta da Ronchi (Forte dei Marmi)

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La Vera Storia di Villa Alberino, storie d’ Autunno dalla toscana ( piccolo romanzo di Appendice )

La vera storia di Villa Alberino, Storie d’Autunno dalla Toscana
(Piccolo romanzo d‘appendice)

“L’inizio“

L‘estate era passata e la scuola per Astrid era ormai ricominciata. Nel gennaio precedente era nata pure la sorellina di Astrid (la piccola Anna) e nella nuova casa di Magnolia ed Umberto a Buonconvento regnava la serenità e la pace.
Umberto aveva aperto da un anno il suo studio medico a Buonconvento e gli affari andavano abbastanza bene. L’autunno era in arrivo e zio Brando, avendo più tempo libero, dopo aver riportato a casa Astrid, passava i pomeriggi a Villa Alberino prendendo il tè con nonna Angela e tata Alexandra.
Quel pomeriggio Astrid e zio Brando stavano sistemando le piante in giardino quando, tagliando l’edera, Astrid trovó sul muro una croce celtica. “Zio Brando guarda, perché qui c è una croce celtica?“ zio Brando rispose “E’ una storia lunga te la racconterò davanti ad una tazza di té bollente insieme a Nonna Angela e Tata Alexandra“.
Si misero a sedere davanti al focolare della cucina di nonna Angela mentre tata Alexandra lavorava ad i ferri, il camino era stato acceso perché iniziavano ad arrivare le prime serate fredde di autunno “Bene, possiamo cominciare. Mamma portami qui il libro della nostra trisavola Eloise“, nonna Angela apri il cassetto e tiró fuori un libriccino molto usurato con un ricamo antico e zio Brando inizió a raccontare la storia… “La nostra storia inizia in una antica magione in Irlanda nell’autunno del 1800 . Lá viveva una giovane fanciulla di nome Eloise. I suoi genitori erano proprietari di una fabbrica di tessuti e pizzi pregiati , e fornivano le mercerie e le sartorie di tutta la zona. Eloise era molto bella, aveva la pelle bianca come il latte e le sembianze di una fata dei boschi. Era una ragazza dallo spirito libero, andava a cavallo con i capelli rosso fiamma sciolti al vento. I genitori di Eloise volevano farle sposare un duca ma lei era innamorata segretamente di Tommy lo stalliere, un giovane un po’ rozzo ma molto affascinante, dagli occhi verdi ed i capelli ricci, con uno sguardo da bello e dannato.
Eloise voleva fuggire con Tommy in America e scappare dal duca. I due sembravano amarsi alla follia… ma una mattina Eloise si sveglió con la nausea forte e confrontandosi con Prudy, la sua tata, si rese conto che sicuramente era rimasta incinta. Tommy inizialmente sembrò prenderla bene dicendole che avrebbe riconosciuto il bambino come figlio suo, ma Eloise la mattina dopo trovó una lettera del suo fidanzato segreto che le diceva che aveva deciso di partire da solo per l’America e che non lo avrebbe più rivisto.
Eloise presa dalla disperazione decise di fuggire la notte successiva per terre lontane e fece i bagagli insieme a Prudy. Non sapevano dove le avrebbe portate il vento, sapevano solo che volevano fuggire”…

Zio Brando guardò l’orologio e sospese momentaneamente il racconto. Astrid disse ”E poi ?” Zio Brando rispose “E poi.. continua domani! E’ un racconto lungo e preferisco spalmarlo per un po’ di giorni“. Astrid disse ”Uffa! Ma io volevo sapere ancora zio!“. “Lo saprai domani, la storia è molto lunga e abbiamo tutto l’inverno“ disse nonna Angela.
Astrid e zio Brando tornarono a casa e quella notte Astrid inizió a fantasticare su quel racconto

La vera storia di Villa Alberino, Storie d’Autunno dalla Toscana
(Piccolo romanzo d‘appendice)

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“Le fuggitive“

Quel pomeriggio nonna Angela aveva preparato una torta di mele per il piccolo circolo del racconto di Eloise. Tata Alexandra stava facendo un maglioncino ad i ferri circolari per Astrid con lana merino con dei disegni jacquard da utilizzare per le serate invernali. “Avanti zio Brando! Continua a raccontare!“ disse Astrid addentando una fetta di torta di mele. “Bene dunque dove eravamo rimasti ? “ disse zio Brando. “al punto dove scappavano…“ disse Astrid
“Dunque… Eloise scrisse una lettera di addio ad i suoi genitori, dove gli spiegava la motivazione della sua fuga. La notte stessa in punta di piedi, Eloise e Prudy sgattaiolarono fuori dalla casa e salirono sul calesse del contadino, e scapparono. Dovevano fuggire dall’ Irlanda e si imbarcarono su una nave che le avrebbe portate in Francia. Eloise aveva nel cuore sempre Tommy e non sapeva se sarebbe riuscita a dimenticarlo… chissà quali novità le avrebbe portato la vita. Passarono i giorni e la nave approdò in Francia. Le due donne si misero in cammino, certe volte trovavano qualcuno che le accompagnava con il suo calesse, altre volte dovevano farsela a piedi e alla fine arrivarono nei pressi di Lione. Si fermarono davanti ad una piccola casa di campagna dove vivevano due vecchi signori che facevano i contadini. Le due donne chiesero ospitalità per un po’ di giorni.
Eloise aiutava Philippa (la moglie del contadino detta anche Pippa). Un giorno mentre Philippa era occupata a fare il formaggio si fece raccontare la storia di Eloise, e alla fine del racconto la ragazza le chiese aiuto per cercare un posto dove poter restare fissa, ma doveva essere il più lontano possibile dall’Irlanda.
“In realtà io ho dei cugini in Toscana” disse Pippa “Stanno in una casetta vicino ad un convento di frati ormai abbandonato, e curano il loro orto ed i loro campi… ti posso dare il loro indirizzo e ti darò una lettera di raccomandazione per te“.
“Non trovo parole per ringraziarvi “ disse Eloise .. “Figurati! E’ sempre un piacere aiutare una brava persona…“.
Passò qualche giorno poi Eloise e Prudy partirono verso una città lontana che si chiamava Siena… dalla terra rossa dell’ Irlanda, alla terra ocra della Toscana…“

Zio Brando guardò l’ora, fuori pioveva. “Andiamo Astrid, la storia la continuiamo domani che Ofir mi avrà dato per disperso al casale e pure tua mamma ti avrà data per dispersa a Buonconvento!”, “E va bene ma domani sera è venerdì, e voglio passare tutto il weekend qui e dormire qui!“ disse Astrid. “Ok, penso che per tua madre non ci saranno problemi ma stasera chiediglielo, io farò venire Ofir a villa Alberino per lo meno non starà solo al casale “

 

La vera storia di Villa Alberino, Storie d’Autunno dalla Toscana
(Piccolo romanzo d‘appendice)

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“Arrivo alla fattoria“

La sera dopo, tata Alexandra e nonna Angela avevano preparato il castagnaccio per tutti e una buona cioccolata a lo zenzero. Zio Brando aveva acceso lanterne ovunque in casa, per proseguire il suo racconto con la giusta atmosfera. Per l’ occasione erano venuti anche Magnolia ed Umberto, Ofir e la zia Laura. Si sedettero tutti intorno al focolare di villa Alberino con una fetta di torta in mano ed una tazzina di cioccolata calda alla cannella.
“Zio brando comincia da dove eri rimasto ieri“ disse Astrid, e Brando cominciò:
“in una giornata piovosa le nostre due impavide eroine riuscirono a raggiungere il convento vicino alla casa dei contadini cugini di Philippa. Stava piovendo forte ed erano fradice come dei pulcini. Arrivarono alla porta della dimora dei contadini e bussarono. Aprì una vecchia signora che si chiamava Gladiola. Era la moglie di Enrico il contadino che si occupava insieme al figlio Giovanni del terreno ormai abbandonato dai frati. Gladiola o, come la chiamava Eloise, Gladys, fornì un cambio d‘abito alle donne infreddolite e bagnate. Le donne dettero a Gladiola la lettera di raccomandazione di Philippa.
Giovanni appena vide Eloise si invaghì subito di lei, e tra i due con il tempo nacque una tenera amicizia. Quando gli uomini andavano nei campi , Eloise e le altre donne preparavano il pranzo e la cena per il loro ritorno a casa.
Il pancione a Eloise ormai era cresciuto a dismisura. Una domenica di dicembre Giovanni chiese a Eloise di sposarlo dichiarandole il suo amore. Si sarebbe occupato del bambino che Eloise portava in grembo e avrebbe portato il suo nome.
Ad Eloise piaceva Giovanni e non le dispiaceva affatto diventare sua moglie. Era certa che poi l‘amore sarebbe germogliato molto presto tra i due .
Passarono i mesi ed un giorno di Aprile i due giovani si sposarono nella piccola chiesetta davanti al convento abbandonato. Nei mesi che erano passati tra Eloise e Giovanni era nato qualcosa di forte che li teneva legati a doppio filo e piano piano i due si erano innamorati, un amore vero, sincero, limpido come l‘acqua di un ruscello a primavera .
Il giardinetto della chiesa era pieno di rose in boccio e la mamma di Giovanni aveva cucito per la sposa un vestito di lino bianco con una giacchetta di broccato, Eloise tenne i capelli sciolti ed una coronin intrecciata di alloro e rose preparata da Prudy.
Il suo mazzolino era fatto di fiori di campo. La cerimonia fu molto semplice, e gli invitati erano pochi, solo la gente del posto. La festa fu un pranzetto all’aperto nei vigneti…“
Astrid fermò zio Brando e disse “Ma Eloise non ha mai più ricontattato i suoi genitori?“ zio brando rispose riprendendo il racconto “Eloise aveva mandato una lettera a la madre, ma non aveva ancora ricevuto una risposta. Pochi giorni dopo le nozze Eloise ricevette una lettera. Il padre era morto, la madre non aveva mai risposto a la lettera di Eloise per la disperazione della morte del padre, ma ora non poteva più fare a meno di contattare la figlia per avvertirla. Nella lettera c’era scritto che il padre aveva lasciato una cospicua eredità ad Eloise, e che la madre aveva deciso di vendere tutto, la casa e la fabbrica, per trasferirsi in Toscana dalla figlia. Sarebbe partita appena fosse riuscita a vendere tutto.
A quel punto Eloise decise che con l’eredità avrebbe comprato tutta la proprietà abbandonata del convento dei frati e avrebbe anche costruito un casale “Villa Alberino “.
A maggio la mamma di Eloise arrivò e pochi giorni dopo la ragazza partorì suo figlio e lo chiamò Gerald un bambino meraviglioso. Giovanni lo accudì come se fosse figlio suo e gli dette il proprio cognome come aveva promesso, anche la mamma di Eloise era felice. Nel frattempo Prudy si era innamorata dello zio scapolo di Giovanni, Giuseppe e in giugno si sarebbero sposati anche loro.”

Zio Brando guardò l’orologio a pendolo del salone di villa Alberino e disse “la storia la terminiamo domani, adesso sono le due di notte ed è meglio per tutti andare a dormire“. Astrid disse “No dai zio continua per un altroltro po’!! “ . “Continuerò il racconto domani a pranzo. Su via adesso andiamo a dormire“ fece lo zio alzandosi per andare a letto. Quella notte tutti dormirono alla villa.

 

La vera storia di Villa Alberino, Storie d’Autunno dalla Toscana
(Piccolo romanzo d‘appendice)

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“La fine della storia “

la mattina dopo tutti si svegliarono tardissimo. Zio Brando lo aveva previsto ed aveva preparato un brunch, come era solito organizzare a casale sant’Anna la domenica per gli ospiti. Si sedettero a tavola tutti per le 12:30 e Astrid subito disse: “Quindi zio? Continua da dove eri rimasto…“ .

“Dunque, dove eravamo rimasti? Ah si giusto eravamo rimasti ad Eloise che aveva avuto il suo primo figlio Gerald mentre Prudy si sarebbe sposata con Giuseppe.
Allora: in giugno Prudy si sposò nella chiesetta difronte alla futura villa Alberino (che ancora non aveva questo nome). Era un pomeriggio di inizio estate, fu una cerimonia molto semplice e dopo la cerimonia Prudy aveva organizzato una festa nel piccolo giardinetto della chiesa.
Passarono gli anni e Gerald cresceva ed era coccolato da tutti, sia dalle nonne che da Prudy ed dal resto della parentela e servitù. La costruzione della villa ed i lavori circostanti erano finiti, ma alla villa mancava un nome, e così fu chiamata “Sapling cottage“, in italiano “villa Alberino“. Fu chiamata così perché, proprio davanti alla villa c’era un grande cipresso secolare che la leggenda voleva fosse stato piantato san Francesco…“. “Dio mio” interruppe Astrid “quindi questo cipresso ci sta facendo compagnia da secoli!“. Zio Brando rispose ”Si Astrid. E’ la cosa più preziosa che abbiamo e dobbiamo curarlo per fare in modo che rimanga in vita per altri secoli…. Comunque tornando al racconto… i nostri personaggi si trasferirono a ‘Sapling cottage’ (villa Alberino).
Ormai Gerald aveva 5 anni, l‘amore tra Eloise e Giovanni cresceva sempre di più ed Eloise rimase in cinta di nuovo. Guardando la finestra di camera sua vedeva le viti piene di grappoli e di nuovi butti. E pensava che la pianta della vite era come la vita che ogni anno dopo le potature autunnali, dava sempre nuovi frutti. Così era stato per lei. Da tutto quello che aveva perduto e che era cominciato come un incubo molti anni prima era scaturito tutto quello che vedeva e che sentiva, quella casa, l’amore, i figli. La terra giallo-rossa delle crete senesi le ricordava in un certo qual modo i campi che aveva vicino casa in Irlanda con la loro terra rossa e ogni tanto si immaginava che spuntasse fuori qualche elfo o qualche fata dei fiori.
I mesi passarono ed anche il secondo figlio di Eloise, Henry, nacque. Era un bimbo bellissimo, ed anche lui come Gerald era coccolato da tutti.
Passarono gli anni e Gerald il figlio più grande si matricolò in farmacia e decise di acquistare una farmacia in centro a Siena. Henry qualche anno più tardi iniziò ad aiutare il fratello. Succcessivamente decisero di comprare anche un ‘ altra farmacia. La farmacia ci è stata tramandata da generazione in genarazione…“. Astrid disse “La famosa farmacia dove lavorava il nonno Massimiliano prima di andare in pensione?“ Zio brando rispose “Si quella lì. Comunque tornando al racconto: Eloise era molto felice. I capelli cominciavano ad ingrigirsi e qualche ruga sul volto iniziava a farsi vedere ma nonostante tutto, la sera scendeva nel prato e a volte se c’era Giovanni ballavano tra i vigneti come quando erano giovani… certe volte anche un’ errore di gioventù può portarti ad eventi straordinari“.
“Quindi…” disse Astrid “Se Eloise non fosse rimasta in cinta di quel poco di buono in Irlanda tutto questo non sarebbe mai esistito …“. “Proprio così” rispose Brando. “Quella croce celtica sul quel muro della villa in giardino la fece mettere Eloise. Era la croce che stava nella sua vecchia casa in Irlanda.
Si dice che in certe serate calde di estate se vai in giardino e nei vigneti si sentono canti sublimi di ninfe celtiche e elfi“. “E voi li avete mai sentiti??“ chiese Astrid guardando zio Brando e nonna Angela. “Con l‘immaginazione cara Astrid” rispose Brando “si può sentire tutto… l’importante è crederci. Crederci sempr “. Astrid sorririse.
“Beh la storia è finita e mi sembra anche il pranzo! Adesso fila a cambiarti che dobbiamo tornare ognuno ad i propri nidi, sbaglio o domani hai un compito?“ disse Brando.

La storia era veramente finita ed aveva lasciato il cuore leggero a tutti. Rendersi conto che erano parte di tutta quella storia era una cosa meravigliosa.
Zio Brando nei giorni successivi, tornando a casale sant’Anna decise di realizzare per Astrid un Rag Quilt con i colori di Autunno della Toscana e si mise a preparare tutte le stoffe.
Mentre cuciva si mise a pensare all’ultimo anno che era trascorso, poi alzò lo sguardo, e guardò il quilt di nonna Angela appeso nel salone, ed il quadro di Tal… poi disse tra sé e sé: “ La vita è una cosa meravigliosa, non c’è alcun dubbio. Riesce sempre in qualche modo a farti dei doni, e credo che tutto questo sia un dono“.

Zio Brando continuò a cucire per molti giorni, fino quando un pomeriggio di autunno dette appuntamento ad Astrid nei vigneti. Aveva legato tra due filari la trapunta con dello spago e disse “Ti regalo i colori autunnali della Toscana!“. Astrid rimase estasiata ed abbracciò forte lo zio. Presero la coperta ognuno da un angolo se la misero sopra la testa e si misero a correre, correre più veloce che potevano fare sventolando la coperta come una bandiera.

Questo piccolo romanzo di appendice finisce qui, ma non temete, zio Brando tornerà molto presto per nuovi episodi.

Adesso vado per  un po’ in pausa …. penso per fine settembre primi di ottobre torneranno i nostri racconti

PH : Villa catignano, ph web 40106831_2653666367992434_7090859906114256896_n